Sporca, cattiva e vincente: che Olbia
Scontro diretto nella lotta per la salvezza i n serie C. Un gol di Udoh e la Pistoiese nel recupero deve arrendersi
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OLBIA1
PISTOIESE0
OLBIA (4-3-1-2): Tornaghi; Arboleda, Altare, Emerson, Demarcus; Lella (14’ st Belloni), La Rosa, Occhioni; Biancu; Ragatzu (43’ st Marigosu), Udoh (34’ st Gagliano). A disposizione: Van der Want, Cabras, Barone, Secci, Putzu, Cossu. All. Canzi.
PISTOIESE (4-3-1-2): Vivoli; Pierozzi, Romagnoli, Baldan, Solerio (9’ st Valiani); Mal, Spinozzi (32’ st Stoppa), Simonetti; Maurizi; Momentè (9’ st Chinellato), Rovaglia (31’ pt Renzi, 9’ st Mazzarani). All. Sottil.
ARBITRO: Luciani di Roma 1.
RETE: 39’ pt Udoh.
OLBIA
L’Olbia dalla doppia faccia ha vestito i panni da Mr. Hyde con la Pistoiese. Ma ne è valsa la pena: si è passati dalle belle prestazioni senza risultati a una gara che la retorica calcistica bollerebbe come «brutta, sporca e cattiva» che ha fruttato però tre punti. Il bottino però è quel che conta. Al “Nespoli”, nel recupero della 30a giornata, basta una sola rete, quella di Udoh, per conquistare una preziosa vittoria contro una diretta concorrente di classifica – che ora scivola a -7. Tre giorni dopo la sconfitta, sempre tra le mura amiche, per mano dell’Albinoleffe, l’Olbia è apparsa stanca, capace di reggere su ritmi medio-alti appena un tempo, e il tecnico, Max Canzi, anche stavolta è stato costretto a fare i conti con l’abaco tra assenti e presenti per decidere l’undici titolare. In più, il vero grande ostacolo che poteva stravolgere i piani è stato l’infortunio di Giandonato in fase di riscaldamento. Il mediano tornava insieme a Emerson dalla squalifica ma si è fermato poco prima del calcio d’inizio. Canzi ha dovuto rivedere le sue scelte. «Avevo tre-quattro opzioni – è ciò che dirà nel post-partita –, al contrario di quel che può sembrare, ho scelto la più offensiva». In mediana l’ormai poliedrico La Rosa, che inizialmente era previsto terzino sinistro, al suo posto Demarcus. Biancu inamovibile sulla trequarti, dietro a Ragatzu e Udoh.
Tanti muscoli, poca lucidità. In estrema sintesi si può così definire la prestazione dei bianchi, chiamati a difendere coi denti, nella ripresa, un gol conquistato quasi a sorpresa nel finale del primo tempo. Stavolta aver piazzato la nave portacontainer davanti alla propria area si è rivelata l’unica soluzione valida. Non che ci sia stato particolare assedio della Pistoiese. I tiri in porta hanno scarseggiato da entrambe le parti. Non una partita brillante – il caldo inaspettato ha una dose di responsabilità – che ha però portato bottino pieno all’Olbia nel primo dei quattro recuperi previsti in mezzo ai restanti turni di campionato.
Per quanto riguarda la cronaca dei novanta minuti, tutto ciò sin qui scritto non sarebbe esistito se al secondo giro d’orologio il colpo di testa di Momentè fosse entrato in porta. Il palo ha salvato l’Olbia, che al 39’ ha timbrato il vantaggio con il break di La Rosa (intervento duro in scivolata, al limite della sanzione) che poi si improvvisa Giandonato e serve in area Udoh, il diagonale si insacca in rete.
Paolo Ardovino
PISTOIESE0
OLBIA (4-3-1-2): Tornaghi; Arboleda, Altare, Emerson, Demarcus; Lella (14’ st Belloni), La Rosa, Occhioni; Biancu; Ragatzu (43’ st Marigosu), Udoh (34’ st Gagliano). A disposizione: Van der Want, Cabras, Barone, Secci, Putzu, Cossu. All. Canzi.
PISTOIESE (4-3-1-2): Vivoli; Pierozzi, Romagnoli, Baldan, Solerio (9’ st Valiani); Mal, Spinozzi (32’ st Stoppa), Simonetti; Maurizi; Momentè (9’ st Chinellato), Rovaglia (31’ pt Renzi, 9’ st Mazzarani). All. Sottil.
ARBITRO: Luciani di Roma 1.
RETE: 39’ pt Udoh.
OLBIA
L’Olbia dalla doppia faccia ha vestito i panni da Mr. Hyde con la Pistoiese. Ma ne è valsa la pena: si è passati dalle belle prestazioni senza risultati a una gara che la retorica calcistica bollerebbe come «brutta, sporca e cattiva» che ha fruttato però tre punti. Il bottino però è quel che conta. Al “Nespoli”, nel recupero della 30a giornata, basta una sola rete, quella di Udoh, per conquistare una preziosa vittoria contro una diretta concorrente di classifica – che ora scivola a -7. Tre giorni dopo la sconfitta, sempre tra le mura amiche, per mano dell’Albinoleffe, l’Olbia è apparsa stanca, capace di reggere su ritmi medio-alti appena un tempo, e il tecnico, Max Canzi, anche stavolta è stato costretto a fare i conti con l’abaco tra assenti e presenti per decidere l’undici titolare. In più, il vero grande ostacolo che poteva stravolgere i piani è stato l’infortunio di Giandonato in fase di riscaldamento. Il mediano tornava insieme a Emerson dalla squalifica ma si è fermato poco prima del calcio d’inizio. Canzi ha dovuto rivedere le sue scelte. «Avevo tre-quattro opzioni – è ciò che dirà nel post-partita –, al contrario di quel che può sembrare, ho scelto la più offensiva». In mediana l’ormai poliedrico La Rosa, che inizialmente era previsto terzino sinistro, al suo posto Demarcus. Biancu inamovibile sulla trequarti, dietro a Ragatzu e Udoh.
Tanti muscoli, poca lucidità. In estrema sintesi si può così definire la prestazione dei bianchi, chiamati a difendere coi denti, nella ripresa, un gol conquistato quasi a sorpresa nel finale del primo tempo. Stavolta aver piazzato la nave portacontainer davanti alla propria area si è rivelata l’unica soluzione valida. Non che ci sia stato particolare assedio della Pistoiese. I tiri in porta hanno scarseggiato da entrambe le parti. Non una partita brillante – il caldo inaspettato ha una dose di responsabilità – che ha però portato bottino pieno all’Olbia nel primo dei quattro recuperi previsti in mezzo ai restanti turni di campionato.
Per quanto riguarda la cronaca dei novanta minuti, tutto ciò sin qui scritto non sarebbe esistito se al secondo giro d’orologio il colpo di testa di Momentè fosse entrato in porta. Il palo ha salvato l’Olbia, che al 39’ ha timbrato il vantaggio con il break di La Rosa (intervento duro in scivolata, al limite della sanzione) che poi si improvvisa Giandonato e serve in area Udoh, il diagonale si insacca in rete.
Paolo Ardovino
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