Ruiu: «Ora il bronzo, a luglio Tokyo»

L’atleta sassarese, sul podio a Mosca, a caccia del pass per le Olimpiadi. «A maggio in Arabia Saudita ce la metterò tutta»

SASSARI. Davide Ruiu è il migliore amico di Sergio Massidda. «Quasi fratelli - precisa -. Ma quando saliamo sulla pedana nessuno sconto, vince il più forte». E così è successo ieri a Mosca, agli Europei di sollevamento pesi, campionato valido per le qualificazioni ai Giochi di Tokyo 2021. Davide Ruiu, sassarese, 20 anni tra due mesi (auguri!), campione europeo juniores nel 2019, e Sergio Massidda, un anno di meno, campione mondiale in carica Youth e Junior, in Russia hanno gareggiato nella stessa categoria, 61 chili. Questa volta il più bravo è stato Davide che ha conquistato il bronzo nello slancio con 158 chili sollevati , dopo una splendida sfida col bulgaro Grozdev e il turco Hardal. Fuori dal podio, invece, nello strappo (125 chili). In classifica generale quinto posto per 283 chili.

Mica male per il primo appuntamento internazionale dopo 13 mesi di stop causa pandemia.

«L’ultima gara era stata a gennaio dello scorso anno, la Coppa del mondo, a Roma. Poi la Federazione internazionale ha sospeso tutti gli appuntamenti. Tredici mesi senza gareggiare sono tanti, tantissimi, soprattutto per un pesista. Per non parlare degli allenamenti durante il lockdown, chiuso in garage».

Di nuovo in pedana, finalmente.

«Non è stato semplice. Il sollevamento pesi non è solo una questione di muscoli, è soprattutto una questione di testa. Devi essere bravo a concentrarti e a dominare l’ansia e in questo periodo non è semplice, neanche per uno sportivo. E poi dopo tutti questi mesi non puoi sapere quanto sono diventati forti i tuoi avversari, è come ripartire da zero».

In ogni caso per sollevare tutti quei chili oltre alla testa ci vorranno anche i muscoli.

«La tecnica è fondamentale e la differenza la fa un bravo allenatore, il segreto sta tutto lì».

Il suo tecnico Sebastiano Crobu è felice del risultato?

«Lui sì, io un po’ meno, poteva andare molto meglio, non era questo l’obiettivo, avrei voluto avere già in tasca il pass per le Olimpiadi, purtroppo il bronzo non è bastato. Ma non mollo. Ora devo concentrarmi sui Mondiali junior in programma a fine maggio, in Arabia Saudita. Quella gara può essere il mio lasciapassare per Tokyo, farò di tutto per non farmelo sfuggire. Altri due italiani, Pizzolati e Zanni, si sono già qualificati. Mi piacerebbe molto andare con loro a Tokyo, è sempre stato il mio sogno».

Lei è molto determinato.

«Se vuoi fare il pesista devi avere la mentalità del sacrificio. Il lavoro non mi ha mai spaventato».

Quattro ore di allenamenti al giorno, al centro olimpico dell’Acetosa a Roma.

«E neanche uno sgarro a tavola, devo rientrare nei 61 chili della mia categoria».

Neanche un brindisi a Mosca per festeggiare la medaglia di bronzo?

«Qui in Russia ristoranti e bar sono aperti, ma gli atleti non possono uscire. Siamo super controllati con test e tamponi a ripetizione. Il vaccino? Lo farò la prossima settimana, faccio parte dell’esercito, ho già l’appuntamento. Non vedo l’ora, così quando torno a Sassari potrò riabbracciare i miei nonni».

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