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La Roma si ricompatta, c’è Dzeko al comando contro l’Ajax
ROMA. L'unica speranza italiana in Europa si chiama Roma, mentre l'ultima chance dei giallorossi di salvare la stagione si chiama Europa League. Ajax-Roma (ore 21, diretta Tv8) , infatti, non è solo...
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ROMA. L'unica speranza italiana in Europa si chiama Roma, mentre l'ultima chance dei giallorossi di salvare la stagione si chiama Europa League. Ajax-Roma (ore 21, diretta Tv8) , infatti, non è solo una sfida per i quarti che vede impegnata una squadra italiana, ma è soprattutto il crocevia della stagione per Dzeko e compagni.
Adesso che il quarto posto in campionato si è allontanato, a Fonseca e ai 'suoì non resta che aggrapparsi all'Europa League per provare ad arrivare in Champions. Fonseca, però, non ha rimpianti. «Rifarei ogni scelta», dice in conferenza: compresa quella di togliere la fascia da capitano a Dzeko. Lo stesso al quale affida il peso dell'attacco per provare a salvare una panchina sempre più in bilico nel futuro a medio termine. La squadra, per il momento, si stringe attorno all'allenatore e le parole di Mancini fanno da scudo. «Non contestiamo i metodi e gli allenamenti del tecnico», assicura.
A riportare Fonseca subito nella realtà, però, sono gli infortuni e le assenze, perché arriva ad Amsterdam senza Zaniolo, Kumbulla, El Shaarawy, Karsdorp (squalificato), Smalling e Mkhitaryan. Soprattutto gli ultimi tre incideranno sulle scelte dell'allenatore giallorosso, che deve fare la conta in difesa, perché si ritrova con i soli Mancini e Ibanez come centrali di ruolo. L'attacco è confermato con Pellegrini e Pedro dietro a Dzeko. Proprio il bosniaco verrà preso in consegna da Timber, giovane centrale dell'Ajax che farà coppia con Martinez e non con Blind, infortunato. Come in casa Roma anche tra gli olandesi gli assenti sono tanti, ma per ten Hag non può essere un alibi. «Abbiamo vinto anche senza Haller o Ounana e possiamo farlo ancora», ha tuonato l'allenatore dei Lancieri, pronto a firmare per un risultato come quello che due anni fa eliminò la Juventus in Champions.
Adesso che il quarto posto in campionato si è allontanato, a Fonseca e ai 'suoì non resta che aggrapparsi all'Europa League per provare ad arrivare in Champions. Fonseca, però, non ha rimpianti. «Rifarei ogni scelta», dice in conferenza: compresa quella di togliere la fascia da capitano a Dzeko. Lo stesso al quale affida il peso dell'attacco per provare a salvare una panchina sempre più in bilico nel futuro a medio termine. La squadra, per il momento, si stringe attorno all'allenatore e le parole di Mancini fanno da scudo. «Non contestiamo i metodi e gli allenamenti del tecnico», assicura.
A riportare Fonseca subito nella realtà, però, sono gli infortuni e le assenze, perché arriva ad Amsterdam senza Zaniolo, Kumbulla, El Shaarawy, Karsdorp (squalificato), Smalling e Mkhitaryan. Soprattutto gli ultimi tre incideranno sulle scelte dell'allenatore giallorosso, che deve fare la conta in difesa, perché si ritrova con i soli Mancini e Ibanez come centrali di ruolo. L'attacco è confermato con Pellegrini e Pedro dietro a Dzeko. Proprio il bosniaco verrà preso in consegna da Timber, giovane centrale dell'Ajax che farà coppia con Martinez e non con Blind, infortunato. Come in casa Roma anche tra gli olandesi gli assenti sono tanti, ma per ten Hag non può essere un alibi. «Abbiamo vinto anche senza Haller o Ounana e possiamo farlo ancora», ha tuonato l'allenatore dei Lancieri, pronto a firmare per un risultato come quello che due anni fa eliminò la Juventus in Champions.
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