Cagliari, con Andrea Carboni la difesa parla in sardo
Il ventenne di Tonara è diventato titolare fisso ma mette sull'avviso tutti: "Bellissima vittoria, ma la strada per la salvezza è ancora lunga"
CAGLIARI. C’è anche tanta Sardegna nel Cagliari che vince contro la Roma e conquista tre punti pesantissimi nella lotta per la salvezza. Al fianco di veterani come il bomber Joao Pedro e il difensore Godin, o all’emergente Razvan Marin, ecco i sardi Alessandro Deiola e Andrea Carboni, due giocatori fondamentali nel successo contro i giallorossi.
Proprio Carboni, è l’autentica sorpresa di questo finale palpitante di campionato per il Cagliari. Il giovanissimo difensore, classe 2001, è originario di Tonara, come un suo illustre predecessore in maglia rossoblù, l’attaccante Marco Sau. E le origini barbaricina gli hanno regalato quella grinta e tenacia che mette in campo. Quelle viste ieri appunto, ma anche nelle precedenti gare in cui Semplici gli ha dato fiducia, schierandolo titolare per poi accorgersi che non era più il caso di toglierlo.
«Ringrazio tutti per i complimenti – dice lui a fine gara con modestia – sono molto giovane e devo lavorare tanto però. Questo è solo l’inizio per me. Occorre restare cncentrati, dare una mano ai compagni di reparto, a Ceppi e Diego. Avere a fianco calciatori di quel livello, ovviamente, è molto importante per uno alle prime armi come me».
Un successo, quello contro la Roma, conquistato con cuore e grinta. «I tre punti sono molto, molto importanti. Ma non abbiamo fatto ancora nulla, non illudiamoci. Stiamo risalendo una classifica in cui eravamo andati a ficcarci per colpa nostra. Sì, evidentemente l’atteggiamento era sbagliato. Ci siamo guardati in faccia e abbiamo evidentemente cambiato registro. Ma, ripeto, mancano ancora 5 partite, la salvezza è tutta da conquistare».
Tre vittorie di fila però hanno cambiato la storia del Cagliari in questo campionato, anche grazie a Semplici. «Sicuramente il tecnico ci ha fatto capire che dovevamo dare qualcosa in più per svoltare. Al resto ci ha pensato lo spirito di gruppo e il grosso lavoro fatto in allenamento, sempre».
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