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«L’Hermaea non si ferma e ora cerca talenti sardi»

«L’Hermaea non si ferma e ora cerca talenti sardi»

Conquistata con merito la permanenza in A2 la squadra di Olbia guarda al futuro  Il presidente Sarti punta su Jenny Barazza: «Esce dal campo ma resta con noi»

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SASSARI. «È stato da pazzi e da eroi portare a termine questa stagione». Parole e musica di Gianni Sarti, presidente dell’Hermaea Olbia, che non si nasconde dietro un dito per raccontare quanto è stato difficile disputare una A2 femminile di pallavolo in era covid. Avviso ai naviganti. Sarti è un entusiasta di natura, quindi sentirlo pronunciare simili frasi non è cosa di tutti i giorni, ma segno di evidente e legittima preoccupazione.

«In una situazione come quella che stiamo vivendo – sottolinea il numero uno olbiese – e con tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare non siamo neanche riusciti a renderci conto dell’effettivo valore delle nostre atlete. Proprio quando la squadra stava entrando in forma si è dovuta fermare per le tante gare rinviate, quando ha ripreso a giocare sono arrivati i tanti infortuni, con l’opposta Korhonen, Coulibaly e la seconda palleggiatrice Ciani a lungo fuori gioco. Abbiamo dovuto giocare a porte chiuse, e lo sport senza pubblico non è sport. Poi con la chiusura del Geovillage siamo stati costretti a spostarci per allenamenti e gare fra Palau, Arzachena e Golfo Aranci, senza incassi, senza sponsor, facendo enormi sacrifici. Insomma è stata una stagione devastante, che metterà a dura prova la resistenza di tante società della categoria, fra le quali anche la nostra. Ma almeno abbiamo salvato il titolo sportivo ed onorato la stagione fino alla fine. Più avanti vedremo. Dobbiamo capire parecchie cose prima di parlare di futuro».

La stagione comunque, grazie anche al rientro di tutte le atlete infortunate, si è chiusa in crescendo, con la doppia vittoria esterna sui campi della capolista Ravenna e del Martignacco, segno che le potenzialità c’erano. «La squadra che avevamo pensato in estate era forte, magari non da vincere il campionato, ma almeno per arrivare fra le prime tre o quattro, e di sicuro disputare la poule promozione. Poi è successo quello che è successo, quindi un po’ di rammarico c’è. Anche perché quasi sempre si è trattato di infortuni non di gioco, ma proprio fortuiti. Lamentarsi serve a poco, è un periodo difficile per tutti. Comunque per noi ha inciso molto».

Una stagione che ha rappresentato anche il raddoppio dell’impegno a livello nazionale, con la squadra di B2 composta quasi interamente da giovani. Un progetto che andrà avanti? «Un’idea nata grazie all’ottimo rapporto che abbiamo con la Gemini Arzachena ed il suo presidente Gianmario Demuro. La nostra intenzione è quella di continuare su questa strada, valorizzando le migliori giovani atlete sarde e migliorandolo ulteriormente, per esempio dando vita ad una squadra under 19 o 18 di buon livello».

Intanto si riparte da una bandiera come Jenny Barazza che esce dal campo ma rimane in società. «Sarà una dei tecnici del settore giovanile, poi potrebbe rimanere anche nell’ambito della prima squadra con un incarico tecnico, o dirigenziale. Lei è una vera eccellenza, per l’isola, c’è un vero rapporto di affetto, quindi ce la teniamo stretta”.

Fabio Fresu

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