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Egonu e Beli: «Inseguite i vostri sogni»

di Stefano Ambu
Egonu e Beli: «Inseguite i vostri sogni»

L’ex Nba e l’asso del volley mondiale hanno incontrato online gli studenti dell’Euclide di Cagliari. «Non arrendetevi mai»

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CAGLIARI. No, questa volta all’assemblea di istituto non si è parlato delle verifiche post Dad. Due scuole, una sarda e una pugliese, il classico e scientifico "Euclide" di Cagliari e il "Leonardo da Vinci" di Bisceglie, hanno unito idee e forze. E hanno pensato a due ospiti. Due campioni, uno del basket e l’altra della pallavolo. Uno dei pochi vantaggi della pandemia: collegamento online, diretta su YouTube e domande in chat.

A disposizione per le risposte Marco Belinelli, l’italiano dell’Nba (l’unico che ha vinto un titolo, con i San Antonio Spurs) che ora gioca contro la Dinamo con la casacca della Virtus Bologna. E Paola Ogechi Egonu, schiacciatrice e opposto dell’Imoco Volley Conegliano, fresca del record di 47 punti in una partita.

Una specie di miracolo riuscito anche grazie a un’organizzazione di Busto Arsizio che realizza proprio questi sogni. Si chiama Assembleiamo. Non un’assemblea sportiva. Si è parlato di imprese, vero. Ma le domande più ricorrenti sono state quelle sui valori (dello sport ma anche della vita) e sul rapporto con la scuola. «Ero molto brava – ha raccontato Egonu – ma dovevo fare i conti con gli allenamenti. Ecco perché non mi perdevo una parola di quello che i docenti spiegavano a scuola». Belinelli ha raccontato delle sue prime difficoltà con il basket: i nemici della sua passione erano i vicini. «Palleggiare in continuazione anche in casa può dare fastidio: spesso si lamentavano». Poi magari hanno cominciato a vantarsi di conoscerlo. Soprattutto dopo che è stato chiamato dall’Nba. «Un’emozione incredibile – ha detto – sapevo di essere seguito, ma forse la partita più importante è stata quella in Nazionale contro le stelle degli Stati Uniti». Insegnamenti non solo sportivi: «Io ho sempre cercato di fare del mio meglio – ha detto – e sappiate che in NBA non è stato facile. Il primo anno ho giocato poco. C’era chi diceva che non difendevo, che ero troppo magro. E io cosa ho fatto? Mi sono allenato ancora di più e ancora meglio. Volevo dimostrare a loro e a me stesso che si stavano sbagliando».

Un emozionatissimo studente (fan di Belinelli) gli ha chiesto dei suoi rapporti con il mito del basket Michael Jordan. «Avevo avuto modo di stringergli la mano in un evento Nike– ha spiegato – ed ero paralizzato dall’emozione. Poi negli Usa me lo hanno passato all’improvviso al telefono. E non ci credevo. A Charlotte (Jordan ora è il proprietario della franchigia) veniva anche negli spogliatoi: voleva aiutarci, si vedeva dallo sguardo che aveva il fuoco dentro».

Dal basket al volley, tra la campionessa Enogu e i ragazzi è stato colpo di fulmine. Ma l’hai visto Haikyuu (anime sulla pallavolo)?. «Certo che l’ho visto – ha risposto stando al gioco – e dove credi che abbia imparato tutte quelle mosse che poi faccio in campo?». E un po’ lo sport dà anche lezioni di vita e di scuola. «Non c’è solo il divertimento – ha raccontato – ma in ogni allenamento bisogna dare il massimo. Ci vogliono sacrificio e determinazione». E poi ha regalato una massima quasi filosofica, d’altra parte stava parlando a ragazzi del liceo abituati a Socrate e Platone: «Nella tua vita sii sempre te stesso. E se hai un sogno inseguilo con tutte le tue forze». Conclusione: “Grazie Paola”. E lei: «No grazie a voi: mi sono divertita molto, di solito non mi piace molto parlare, ma qui mi sono trovata molto bene».

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