Nandez che recupero il Cagliari in paradiso

Napoli avanti con Osimhen, il pari dell’uruguaiano al 94’

Il lancio di Asamoah, Nandez che la mette dentro e il presidente Giulini, in tribuna col figlio, si alza dal seggiolino con uno scatto felino. La gioia è incontenibile, il punto conquistato a casa del Napoli vale una fortuna. Finisse oggi il campionato, il Cagliari sarebbe salvo. Domenica a Benevento la gara più importante della stagione. Ieri i rossoblù hanno lottato come deve fare chi ha l’acqua alla gola. Non hanno mai mollato, si sono battuti su ogni pallone come se fosse quello della vita, ci hanno creduto e nel recupero sono stati premiati. Che festa a fine gara prima in campo e dopo nello spogliatoio. Ma il “sergente” Semplici getta acqua sul fuoco, la concentrazione deve restare alta perchè il traguardo non è più lontanissimo come due settimane fa, ma nemmeno in vista.

Fuori Joao. Forse non tutti gli allenatori avrebbero avuto il coraggio di lasciare fuori il brasiliano. La scelta di Semplici è ponderata: Pedro è diffidato, dovesse prendere il giallo salterebbe la sfida salvezza di domenica prossima. Il tecnico avanza Nainggolan alle spalle di Pavoletti, mette Duncan in mezzo al campo con Deiola e non rinuncia alla spinta di Nandez a destra. Il Napoli risponde con Osimhen terminale offensivo, appena dietro Lozano, Zielinski e Insigne. Quello degli azzurri è un 4-2-3-1.

Banalità. L’avvio del Cagliari è incoraggiante. Ma basta una distrazione e il Napoli passa alla prima occasione. L’errore è di Carboni che batte un fallo laterale in modo maldestro. In una frazione di secondo palla a Osimhen che fa secco Cragno. Una mazzata che non abbatte i Quattro Mori. I rossoblù non si scompongono e continuano a fare la loro partita senza cambiare ritmo. I partenopei si adeguano e non creano pericoli. Il palo dice no a Zappa sulla prima vera azione confezionata dai rossoblù. E nel finale di tempo Meret si produce in una doppia parata: prima sulla “zuccata” di Pavoletti e poi su Nandez a botta sicura salva con la spalla. Segnali incoraggianti.

Blackout. Quello che torna in campo è un Cagliari molle, confuso. Il Napoli prova a mettere il match in freezer ma trova sulla sua strada Cragno e la traversa che impediscono il raddoppio. Anche Godin ci mette del suo con una “sciocchezza” su Osimhen, per sua fortuna il nigeriano commette fallo (confermato dal Var), altrimenti sarebbero stati guai. La formazione isolana ritrova equilibrio, le distanze tra i reparti e tiene botta. La reazione c’è e anche il Napoli se ne accorge, arretrando il baricentro. Il Cagliari è vivo e ci prova con tutte le sue forze.

Finale da batticuore. Il valzer delle sostituzioni favorisce i rossoblù, soprattutto perchè il Napoli perde Osimhen per una ferita alla testa dopo uno scontro con Ceppitelli. Il nigeriano era il migliore in campo. Semplici azzecca tutto, fa entrare Asamoah (oltre a Simeone, Calabresi e Cerri) e proprio il ghanese diventa protagonista regalando a a Nandez l’assist del pareggio. Un’intuizione da centrocampista, a dimostrazione dei piedi buoni del giocatore, che potrebbe valere la permanenza in Serie A. Il triplice fischio di Fabbri è accolto come una liberazione. Tutti si abbracciano, fanno festa, consapevoli, però, che c’è ancora tanto da fare per compiere l’impresa... impossibile solo due settimane fa.

Cuore. Una parola magica. Forse prima la squadra non ne metteva abbastanza e i risultati non arrivavano. Ora si è calata perfettamente nel clima da battaglia col quale si deve giocare quando si è in difficoltà. Il gruppo è unito, ci crede, è motivato. Semplici ha saputo trovare la chiave giusta, forse ha anche toccato le corde giuste parlando nel chiuso dello spogliatoio. Ha sbagliato qualche scelta, poi ha capito come il Cagliari poteva esprimere il meglio del proprio potenziale, e soprattutto ha capito quali sono i giocatori dei quali non si può fare a meno. Tutti sono utili, ci mancherebbe, ma forse qualcuno è davvero indispensabile.

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