«E ora mi gioco la chance col Cagliari»

Il talento dell’Olbia Roberto Biancu pronto a spiccare il volo: se andrò in ritiro con i rossoblù mostrerò tutte le mie qualità

OLBIA. Il presidente dell’Olbia, Alessandro Marino, si è sbilanciato e l’ha definito «Il giocatore-progetto». Per quanto possa suonare una dichiarazione asettica, contiene in realtà tutte le speranze ripagate e gli auspici per il futuro che si muovono sull’asse Olbia-Cagliari. Ci sono voluti 4 anni, ma ora Biancu, miglior talento isolano in ascesa, ha abbandonato la sua exuvia per spiccare il volo. Sassarese («abito in periferia, sulla Buddi Buddi»), classe 2000 ma con già più di 100 presenze tra i professionisti.

Cominciamo col fare i conti con la stagione conclusa, l’Olbia come ne esce?

«Abbiamo fatto un buon campionato. Credo che nelle prime partite sia del girone d’andata che di ritorno avremmo potuto fare meglio. Nell’ultimo mese, però, abbiamo fatto grandissime prestazioni e considerato che si giocava ogni tre giorni la difficoltà era maggiore».

Per i playoff sfumati prova più rabbia o delusione?

«Né rabbia né delusione, solo rammarico, proprio perché eravamo riusciti ad arrivare sin lì… ma abbiamo messo in campo tutto per riuscirci, da questo punto di vista non possiamo rimproverarci niente».

A un certo punto siete riusciti nella svolta decisiva, qual è stata la chiave?

«Siamo stati squadra. Nella prima parte di anno eravamo in difficoltà, poi siamo riusciti a compattarci e abbiamo dato lo sprint tutti insieme: è stato un passo importante».

Per lei si è chiusa la quarta stagione a Olbia, si può dire la migliore?

«Sì, una stagione molto importante per la mia crescita e anche grazie all’ambiente creatosi con società e compagni. Ho sentito la fiducia e sono riuscito a trasmetterla in campo. (pausa) In questi 4 anni ho fatto anche degli errori eh, ma sono serviti».

Ecco, la sensazione è che nell’ultimo campionato siano arrivate tutte le risposte che ci si aspettava. Ma cosa è mancato prima?

«La continuità. Nelle prime stagioni ho alternato tanto le partite dove facevo fatica ad altre dove ero più in forma».

Ha influito anche la posizione? Quest’anno non è stato mai tolto dalla trequarti.

«Anche, sì. Quello del trequartista è il mio ruolo preferito, ma se l’allenatore decide di farmi giocare mezz’ala non è un problema, farei anche il playmaker, mi adatto».

Ha segnato 5 gol, tutti belli esteticamente, conclusioni dalla distanza. È cambiato qualcosa nella testa o è proprio per via della posizione?

«Sicuramente è stata questione di mentalità. Gli altri anni mi sentivo più sottotono, stavolta invece ogni volta che provavo il tiro rischiavo di fare gol, centravo la porta. Il più bello? In Pergolettese-Olbia (0-3, Biancu segna al 73’ con tiro dal limite dopo essersi accentrato dalla sinistra dribblando più avversari, ndc)».

Lei è diventato l’uomo-copertina ed è ormai certo il suo addio a Olbia. Marino e Giulini le hanno dedicato tanti elogi pubblicamente. È il momento cruciale della carriera, si sente pronto a giocarsi la sua chance in rossoblù?

«Su questo sono sereno, se andrò in ritiro col Cagliari so bene che sta a me mettere in campo le mie qualità e verrò valutato per quello. Dipenderà tutto da me».

I primi campi dove ha giocato sono quelli della sua città, Sassari, come ha iniziato e quando è passato al Cagliari?

«Da piccolo ho giocato nel Latte Dolce e poi nel Lanteri. Nel settembre 2014, dopo un torneo colLanteri mi venne a vedere Matteoli e mi parlò del Cagliari, avevo 14 anni. La serie A è il mio sogno, lo è da quando sono partito e lo sarà sino a quando non la raggiungerò».

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