La scelta di Ambra «Tutti in piedi per il sitting volley»

La disciplina paralimpica della pallavolo si gioca da seduti «Felice nel Cagliari Volleyball insieme agli atleti disabili» 

SASSARI. Ambra Pisano è una giocatrice di sitting volley particolare. Nel senso che, una volta conclusa la partita, si alza ed abbandona il campo camminando sulle sue gambe. Una cosa sulla carta inusuale per uno sport costruito su misura per i disabili, ma che sta diventando sempre più frequente non solo in Sardegna, ma anche in tutta Italia.

Ambra ha 28 anni ( li compie il mese prossimo), è di Segariu, ma alcuni anni fa si è trasferita a Cagliari per studiare Chimica farmaceutica all’università. «Durante il primo anno – spiega – sono entrata in contatto con la Cagliari Volleyball ed ho iniziato a giocare a pallavolo in prima divisione. Poi l’allenatrice Alessandra Tilocca mi ha chiesto se ero disposta a fare degli allenamenti con la squadra di sitting volley, perchè servivano dei normodotati. Ho detto perché no, mi piaceva l’idea di fare un’esperienza diversa. All’inizio è stato difficile giocare da seduta, l’istinto era quello di alzarsi per toccare la palla, ma con l’andare del tempo mi sono abituata ai diversi movimenti in campo, poi ho conosciuto gli altri componenti della squadra, ora è diventata la mia seconda famiglia. Sono felice se li posso aiutare, per regolamento deve giocare almeno un disabile per squadra, ma noi ne schieriamo due, a volte anche tre. Ma anche dal punto di vista personale mi sono resa conto che nei fondamentali del bagher e del palleggio sono migliorata, perché nella pallavolo puoi sempre contare sull’aiuto delle gambe per la posizione, mentre nel sitting è tutta una questione di tecnica». Per Ambra è nato tutto per curiosità, «poi è stato un percorso di crescita. In più nella pallavolo se non si è alti o si salta tanto si fa poca strada, nel sitting volley questo limite non esiste».

Per il Cagliari Volleyball il prossimo obiettivo è quello dei campionati italiani, che si disputeranno il prossimo fine settimana a Tirrenia. «Ci siamo allenate bene per questo appuntamento – dice Ambra – e credo che avremo buone possibilità». «I normodotati si avvicinano al sitting volley prima di tutto perché qualcuno gliene ha parlato – racconta Alessandra Tilocca, allenatrice della Cagliari Volleyball, cagliaritana e docente di pallavolo all’Università di Tor Vergata di Roma – altri perché per problemi fisici non possono più saltare, ma in ogni caso il desiderio è quello di iniziare, o continuare a fare parte di un gruppo. In teoria il sitting volley nasce per permettere di fare sport alle persone con difficoltà motorie, tanto è vero che nelle altre nazioni le squadre sono composte interamente da disabili, mentre in Italia è stato scelto un approccio diverso, vista la difficoltà di trovare atleti, tanto è vero che da noi per regolamento ogni squadra deve schierare un solo disabile in campo. Alla Cagliari Volleyball invece ne facciamo giocare almeno due. Al momento nella nostra nazione ci sono 23 società, fra maschili e femminili, ma ovviamente senza i normodotati sarebbe davvero difficile continuare a portare avanti l’attività».

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