parla semplici
«Non siamo ancora al sicuro Ma i ragazzi sono sul pezzo»
CAGLIARI. «Contenti della rimonta, ma il traguardo non è ancora raggiunto. Sento troppi elogi, ma manca il passo conclusivo». Un po’ pompiere, un po’ con la tanica di benzina in mano: Semplici come...
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CAGLIARI. «Contenti della rimonta, ma il traguardo non è ancora raggiunto. Sento troppi elogi, ma manca il passo conclusivo». Un po’ pompiere, un po’ con la tanica di benzina in mano: Semplici come al solito in bilico tra la necessità di trasmettere tranquillità alla squadra e esigenza di non allentare la tensione. «I conti si fanno alla fine, quindi concentriamoci sulla Fiorentina, una squadra di grande valore, che sulla carta avrebbe dovuto avere un’altra classifica: con la vittoria di sabato dovrebbe essere salva, noi non ancora».
Il destino ha deciso che Semplici dovrà giocarsi la salvezza con la squadra della sua città, Firenze: «I miei colori da bambino erano quelli - ha detto - ma siamo professionisti, Cagliari è la mi squadra del cuore». Un’altra finale: «D’altra parte non è una novità - ha spiegato - ogni partita l’abbiamo affrontata e la dobbiamo continuare ad affrontare come se fosse l’ultima. Sarà una partita difficilissima, cercheremo di affrontarla consapevoli delle difficoltà che incontreremo ma con la voglia di fare risultato e mettendo in campo le qualità che ci hanno consentito di arrivare dove siamo adesso».
Benevento è già il passato. Ma della battaglia in Campania restano un’avvertenza: «Ci siamo abbassati troppo nel primo tempo: dobbiamo affrontare tutte le fasi della partita con personalità». E un aneddoto: «Il gol di Lykogiannis a Benevento? Ho cercato di portare un tiratore al limite dell’area, avevamo provato la situazione in allenamento».
Fiducia, sempre. «Alla salvezza ho sempre creduto, sin dal giorno del mio arrivo, nonostante ci fosse una situazione complicata. Il compito più difficile è stato dare ai ragazzi lo spirito di lottare per un obiettivo, diventare squadra: abbiamo creato una mentalità giusta, c’è voglia di aiutarsi l’uno con l’altro”.
Stefano Ambu
Il destino ha deciso che Semplici dovrà giocarsi la salvezza con la squadra della sua città, Firenze: «I miei colori da bambino erano quelli - ha detto - ma siamo professionisti, Cagliari è la mi squadra del cuore». Un’altra finale: «D’altra parte non è una novità - ha spiegato - ogni partita l’abbiamo affrontata e la dobbiamo continuare ad affrontare come se fosse l’ultima. Sarà una partita difficilissima, cercheremo di affrontarla consapevoli delle difficoltà che incontreremo ma con la voglia di fare risultato e mettendo in campo le qualità che ci hanno consentito di arrivare dove siamo adesso».
Benevento è già il passato. Ma della battaglia in Campania restano un’avvertenza: «Ci siamo abbassati troppo nel primo tempo: dobbiamo affrontare tutte le fasi della partita con personalità». E un aneddoto: «Il gol di Lykogiannis a Benevento? Ho cercato di portare un tiratore al limite dell’area, avevamo provato la situazione in allenamento».
Fiducia, sempre. «Alla salvezza ho sempre creduto, sin dal giorno del mio arrivo, nonostante ci fosse una situazione complicata. Il compito più difficile è stato dare ai ragazzi lo spirito di lottare per un obiettivo, diventare squadra: abbiamo creato una mentalità giusta, c’è voglia di aiutarsi l’uno con l’altro”.
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