La Virtus delle stelle cerca il riscatto
Le Vu Nere di Djordjevic, scottate dall’EuroCup, se la vedranno con Treviso
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Le “V” nere sono uno squalo che fiutata la preda non vede l’ora di azzannare. La stagione della prima antagonista dell’Olimpia, impreziosita dall’arrivo dell’ex Nba Belinelli, non ha portato i risultati sperati e attesi. Almeno per ora, con il sogno Eurocup (ed Eurolega) che si è spento nella finale con Kazan. Coach Djordjevic, che il piglio dello squalo ce l’ha, ha vissuto fasi alterne in questa sua esperienza emiliana: i playoff sono potenzialmente l’occasione del riscatto.
Treviso non accetterà il ruolo dello sparring né tantomeno quello di vittima sacrificale. La squadra di Max Menetti ha lottato per esserci. Ha superato le diffidenze. Ha scalato le maglie della classifica di serie A e dimostrato di meritarsi una chance. Serenità ed entusiasmo sono ingredienti dell’exploit, conditi da un pizzico di esperienza griffata Logan che non guasta mai.
È la Virtus di sua maestà Teodosic, uno dei fari più luminosi della palla arancio. Un privilegio essere destinatari dei suoi assist, spettacolo in movimento sul rettangolo di gioco. Pajola è luminoso astro nascente, Ricci affidabile pedina italiana. Le due torri della Bologna bianconera sono Gamble e Hunter, imponenti complementari e svettanti. Adams è la perla, Abass la potenza, Weems un problem solver da recuperare post ultimo infortunio. Out l’ex Dinamo Sassari Tessitori. L’insieme può fare la differenza.
Il professore, ammirato al meglio delle sue capacità nella sua parentesi biancoblù, guida la riscossa della banda De’Longhi. L’asse play-pivot Russell-Mekowulu merita attenzione. Imbrò e Akele sono giocatori d’Italia che sanno dare il loro importante contributo.
Il polacco Sokolowski è elemento che sa risolvere all’occorrenza, Lockett è uomo che può dare il suo contributo alla causa, come del resto anche i centimetri di Chillo e Valdera. Un incrocio tutto da gustare, sin dalla prima palla a due: la fame della corazzata contro la leggerezza dell’aspirante grande. (g.d.)
Treviso non accetterà il ruolo dello sparring né tantomeno quello di vittima sacrificale. La squadra di Max Menetti ha lottato per esserci. Ha superato le diffidenze. Ha scalato le maglie della classifica di serie A e dimostrato di meritarsi una chance. Serenità ed entusiasmo sono ingredienti dell’exploit, conditi da un pizzico di esperienza griffata Logan che non guasta mai.
È la Virtus di sua maestà Teodosic, uno dei fari più luminosi della palla arancio. Un privilegio essere destinatari dei suoi assist, spettacolo in movimento sul rettangolo di gioco. Pajola è luminoso astro nascente, Ricci affidabile pedina italiana. Le due torri della Bologna bianconera sono Gamble e Hunter, imponenti complementari e svettanti. Adams è la perla, Abass la potenza, Weems un problem solver da recuperare post ultimo infortunio. Out l’ex Dinamo Sassari Tessitori. L’insieme può fare la differenza.
Il professore, ammirato al meglio delle sue capacità nella sua parentesi biancoblù, guida la riscossa della banda De’Longhi. L’asse play-pivot Russell-Mekowulu merita attenzione. Imbrò e Akele sono giocatori d’Italia che sanno dare il loro importante contributo.
Il polacco Sokolowski è elemento che sa risolvere all’occorrenza, Lockett è uomo che può dare il suo contributo alla causa, come del resto anche i centimetri di Chillo e Valdera. Un incrocio tutto da gustare, sin dalla prima palla a due: la fame della corazzata contro la leggerezza dell’aspirante grande. (g.d.)
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