Playoff scudetto, Dinamo spalle al muro: vittoria o eliminazione

Alle 20,45 al palazzetto si gioca gara3 del quarto di finale contro la Reyer Venezia. Dopo le due sconfitte del Taliercio i sassaresi hanno l’obbligo di vincere

SASSARI. Già con le spalle al muro, con tante recriminazioni e senza particolari demeriti. Ma è la legge dei playoff e la Dinamo la conosce bene: stasera alle 20,45 i sassaresi torneranno in campo ospitando al PalaSerradimigni la Reyer Venezia in gara3 dei quarti di finale.

Vincere o morire. Non c’è scelta, per i biancoblù di Gianmarco Pozzecco, che sono tornati dal “back to back” in Laguna a mani vuote e con la rabbia in corpo di chi avrebbe certamente meritato qualcosa in più: ma due sconfitte di misura sono pur sempre due sconfitte, e stasera in piazzale Segni i veneziani possono già chiudere i conti, mandando in ferie anticipate il Banco di Sardegna. Nella terza sfida in quattro giorni, Miro Bilan e compagni sono obbligati a raschiare il fondo del barile, tirando fuori tutto per provare ad allungare la serie portandola almeno a gara4, che si giocherebbe ancora a Sassari martedì sera.

Rabbia e orgoglio. Quella tra Dinamo e Reyer veniva annunciata già alla vigilia come la serie più equilibrata di questi playoff e il campo lo ha confermato: due sfide tiratissime, molto ben giocate dalla Dinamo, alla quale però è sempre mancato un centesimo per fare una lira, o una vittoria. Dall’altra parte i ragazzi di Walter De Raffaele hanno confermato di essere una squadra tostissima, piena di risorse anche a livello mentale, perché rodatissima e abituata a giocare partite di questo genere. E così, per esempio, dopo le prestazioni mostruose di Chappell e De Nicolao in gara1, venerdì notte a cambiare gli equilibri sono stati Tonut e Watt, sottotono nel primo match. La Dinamo deve ripartire dal grandissimo primo tempo di gara2, cercando però di evitare di allentare la presa nei momenti chiave: come sul +17, palla in mano, a meno di un minuto dal riposo, quando il break di 7-0 concesso agli avversari ha vanificato molto del lavoro fatto nei 19 minuti precedenti. Senza contare i 10 tiri liberi lasciati sul ferro, 4 dei quali nell’ultimo periodo.

Tutti per uno. Coach Pozzecco è tornato in panchina, la situazione si è per il momento ricomposta, ma ora al Banco serve una grande prova di unità: con i “big” come Bilan e Spissu chiamati a trascinare la squadra e tutti gli altri obbligati a rispondere presente. Per quanto di buono fatto negli ultimi 9 mesi, questa Dinamo merita un’altra chance.

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