«Il nostro segreto è che crediamo sempre in ciò che facciamo»

Coach Pozzecco raggiante per la vittoria e la prestazione «Vedere giocare questi ragazzi è una soddisfazione»

SASSARI. Poz tira il fiato, sorride, parte e non si ferma più: «Faccio i complimenti a Venezia, hanno iniziato con brutte percentuali di tiro ma hanno avuto la forza di reagire. Noi siamo andati bene in difesa ma quello che mi è piaciuto di più, a parte l’episodio di domenica, è che c’è vero rispetto fra i giocatori ed è una cosa bella, la considerazione dell’avversario. Penso che anche De Raffaele l’abbia vissuta così. Poi, ho visto un arbitraggio di grande livello, e ho finito i complimenti».

«Lo dicevo prima della partita – prosegue Poz –, l’unica sensazione negativa che vivo è il dispiacere non aver giocato davanti alla gente, non per lo spettacolo ma per il cuore. Anche quello dei giocatori. Kruslin non doveva giocare ma si è reso disponibile solo ed esclusivamente per amore del gruppo, è questo il suo sentimento in questo momento. Ma ci sono due persone che un po’ come i tifosi non hanno potuto vivere come meritano quello che stiamo vivendo, Jack Devecchi e Vasa Pusica. Mi ero rotto il ginocchio nei lontani anni 90, ero rimasto fuori e non è lo stesso, soprattutto quando vinci vivi una sorta di gelosia. Entrambi meriterebbero di essere qui e di condividere la gioia con i compagni, sono due ragazzi straordinari».

La partita? «Siamo andati sopra, pensi di aver messo la gara sui binari giusti poi ti rendi conto che deragli, e contro Venzezia può succedere. Ci siamo innervositi, siamo stati molto bravi a non enfatizzare gli errori e con lo staff ho solo chiesto di giocare insieme e di aiutarsi. Sono stati bravi a farlo, abbiamo tratto un grande vantaggio dalla serenità concedendo poco nel quarto periodo, 14 punti, crediamo in quello che facciamo».

«Katic? Non ho più parole, vederli giocare è una soddisfazione: Toni ha fatto una partita straordinaria, tutti l’hanno fatta, come in un’insalata, come gli ingredienti giusti, estremamente saporita. Bendzius è pazzesco, Marco un giocatore da Nba, Miro è un po’ come il centro-boa nella pallanuoto, come i campioni nessuno riesce a metterlo sott’acqua. Ora gara5, una delle due uscirà. Non so chi, i valori sono simili, sarà in ogni caso un’ingiustizia per chi uscirà. Una vincerà ma l’altra squadra non uscirà dal campo sconfitta».



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