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«Il sogno? La finale a Wembley Il mio futuro non è ancora deciso»

dall’inviato
«Il sogno? La finale a Wembley Il mio futuro non è ancora deciso»

SANTA MARGHERITA DI PULA. Ad agosto compirà 37 anni. Giorgio Chiellini è il più “vecchio” del gruppo azzurro, la “chioccia” per i giovani, in generale un punto di riferimento nello spogliatoio. Il...

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SANTA MARGHERITA DI PULA. Ad agosto compirà 37 anni. Giorgio Chiellini è il più “vecchio” del gruppo azzurro, la “chioccia” per i giovani, in generale un punto di riferimento nello spogliatoio. Il suo futuro è da scrivere, giocherà ancora con la Juventus? «Non dipende da chi sarà l’allenatore - precisa - ma dalla programmazione societaria. Può darsi che il club voglia puntare su un profilo più giovane. Avrò un incontro prima di partire per l’Europeo, vediamo». Ma se la Juve dovesse chiudere la porta? «Intanto sono contento di essere tornato ai miei livelli dopo gli infortuni che a lungo mi hanno condizionato - risponde prendendola alla larga -. Dovesse finire l’avventura bianconera, non deciderei subito, mi prenderà un periodo per riflettere. Potrei prendere in considerazione proposte fuori dall’Italia, ma dovrei parlarne con la famiglia. Al momento non ci penso proprio».

Giorgio è tirato a lucido. Sorridente, dà pacche sulle spalle a tutti. Si vede che sta benissimo ed è di buonumore. «Intanto sarà bello giocare a Roma con ventimila spettatori - spiega -. Già questo trasmette una grande carica. Speriamo che il nostro cammino ci porti fino a Wembley. Sarebbe stupendo riportare i tifosi a fare caroselli, in piazza a festeggiare, a colorarsi e vestirsi di azzurro». Il capitano racconta di un gruppo di amici. «Durante il campionato ci scanniamo - aggiunge - qui non c’è nessuna rivalità o astio tra di noi».

L’Italia forse non è tra le favorite, ma Chiellini ha fiducia. «Sarà un torneo equilibrato - sottolinea il difensore -, molto dipenderà dalle condizioni fisiche.Noi siamo una squadra a cui piace avere il controllo della partita. Con i calciatori che abbiamo mai saremo in dieci dietro la linea della palla». Poi fa un ritratto del Ct. «La vera sorpresa è stato conoscerlo a fondo. Da fuori avevo la sensazione fosse una persona chiusa. Ho scoperto un uomo generoso, che ci ha fatto subito capire che cosa voleva da noi. È di poche parole ma sa sempre dire quelle giuste». Infine una divagazione sull’addio di Antonio Conte all’Inter. «Fino a due mesi fa con ci credevo, ma quando ho visto che l’incontro con club slittava, ho capito che sarebbe andato via. Scelte, ma non mi permetto di dare giudizi».

R.M.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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