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Al Chelsea basta un gol, la coppa torna a Londra

Al Chelsea basta un gol, la coppa torna a Londra

Champions League, un gol di Havertz nel finale del primo tempo decide la finale con il Manchester City

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OPORTO. A sorpresa, ma con pieno merito, il Chelsea batte di misura il Manchester City nella finale di Champions League, edizione numero 66, conquistando a Oporto il secondo alloro continentale dopo quello vinto nel 2012. Di Kai Havertz, tedesco classe 1999, nel primo tempo, la rete che manda in visibilio i 6 mila tifosi dei Blues, presenti allo Estadio do Dragao, dove si è giocato con una capienza ridotta al 33% per l'emergenza sanitaria.

Notte di rivincita per Thomas Tuchel, il terzo tecnico tedesco di fila a vincere la Champions, dopo Juergen Klopp e Hans-Dieter Flink, cancellando così la delusione di 10 mesi fa quando - sulla panchina del Paris Saint Germain - era stato sconfitto in finale dal Bayern Monaco. Se il Chelsea non stupisce con l'undici di partenza, è Pep Guardiola a stravolgere le previsioni della vigilia, rinunciando a un interditore: sia Rodri che Fernandinho, per dare una maglia da titolare a Raheem Sterling.

L'azione del vantaggio del Chelsea parte dalla rimessa di Edouard Mendy, la palla arriva sulla sinistra a Mount che una rasoiata in diagonale libera Havertz tra le larghissime maglie della retroguardia dei Citizens: a tu per tu con Ederson l'ex attaccante del Bayer Leverkusen è fortunato a vincere il rimpallo per il più comodo tap-in a porta vuota.

Nella ripresa la squadra di Guardiola prova ad alzare il ritmo ma il forcing del City non produce neppure un tiro in porta degno di nota. E al triplice fischio il Chelsea può alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie. Con pieno merito.

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