A Thiesi il grande sogno di Caterina: «Vestire la maglia azzurra»
Daniela Deriu
L’atleta ha partecipato a uno stage di qualificazione nazionale di volley. «Non so come finirà questa avventura, ma sono già felice per la convocazione»
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THIESI. Thiesi e la Sardegna fanno il tifo per Caterina Piredda, della Sporting Thiesi. Unica atleta sarda convocata, Caterina ha rappresentato l’isola al terzo stage di qualificazione nazionale 2021 che si è tenuto a Milano dal 23 al 25 maggio. «È stata un’esperienza fantastica, sono stati giorni di intenso lavoro. Ho conosciuto tante ragazze con la mia stessa passione ed il tempo è volato». Per la tiesina lo stage ha rappresentato il primo passo di un lungo percorso, che un giorno potrebbe portarla ad indossare la maglia azzurra. Caterina Piredda, quasi 15 anni(li compie il 18 giugno), dall’alto del suo metro e 85 ha un grande sogno: entrare a far parte della nazionale femminile di volley.
Cosa si prova ad essere convocate ad un evento così importante?
«Quando il mio allenatore mi ha inviato un sms per comunicarmi la convocazione ho provato un’emozione fortissima. Non mi sembrava vero».
Come tante ragazze della sua età, Caterina frequenta il primo anno del liceo Scientifico “Spanu” di Sassari, ama la musica pop, in particolare Dua Lipa, e lo sport proprio come i genitori, ex atleti.
Perché proprio il volley?
« Mia madre aveva studiato danza classica. Io ci ho provato ma non sono portata. Ho provato anche col basket e il nuoto, nulla da fare. Poi per caso ho scoperto il volley e mi sono appassionata».
A quanti anni ha iniziato?
«All’inizio giocavo al campo comunale con le mie amiche. Poi a 10 anni ho deciso di iscrivermi all’associazione sportiva di Thiesi e con il supporto del mio coach, Mario Sanna, ho capito che c’era qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri sport. Giocare a pallavolo mi appassionava».
Forse questa passione l’ha eredita da suo padre, Bastianello.
«Da adolescente anche papà ha fatto parte di una squadra maschile di volley, e probabilmente l’amore me lo ha trasmesso proprio lui».
Oggi qual è il suo ruolo nel Thiesi? Quali sono i suoi giocatori preferiti?
«Nella squadra del Thiesi indosso la maglia numero 8 e rivesto il ruolo di opposto proprio come i miei idoli, i campioni nazionali Paola Egon e Ivan Zaytsev, ma la mia giocatrice preferita è Alessia Orro, sarda come me. Ammiro il suo percorso sportivo, spero di imitarla».
Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
«Non so come si concluderà questa pagina del mio percorso sportivo. È stato comunque un grande privilegio aver partecipato come unica atleta sarda allo stage a Milano. Io ce l’ho messa tutta, poi si vedrà».
Cosa si prova ad essere convocate ad un evento così importante?
«Quando il mio allenatore mi ha inviato un sms per comunicarmi la convocazione ho provato un’emozione fortissima. Non mi sembrava vero».
Come tante ragazze della sua età, Caterina frequenta il primo anno del liceo Scientifico “Spanu” di Sassari, ama la musica pop, in particolare Dua Lipa, e lo sport proprio come i genitori, ex atleti.
Perché proprio il volley?
« Mia madre aveva studiato danza classica. Io ci ho provato ma non sono portata. Ho provato anche col basket e il nuoto, nulla da fare. Poi per caso ho scoperto il volley e mi sono appassionata».
A quanti anni ha iniziato?
«All’inizio giocavo al campo comunale con le mie amiche. Poi a 10 anni ho deciso di iscrivermi all’associazione sportiva di Thiesi e con il supporto del mio coach, Mario Sanna, ho capito che c’era qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri sport. Giocare a pallavolo mi appassionava».
Forse questa passione l’ha eredita da suo padre, Bastianello.
«Da adolescente anche papà ha fatto parte di una squadra maschile di volley, e probabilmente l’amore me lo ha trasmesso proprio lui».
Oggi qual è il suo ruolo nel Thiesi? Quali sono i suoi giocatori preferiti?
«Nella squadra del Thiesi indosso la maglia numero 8 e rivesto il ruolo di opposto proprio come i miei idoli, i campioni nazionali Paola Egon e Ivan Zaytsev, ma la mia giocatrice preferita è Alessia Orro, sarda come me. Ammiro il suo percorso sportivo, spero di imitarla».
Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
«Non so come si concluderà questa pagina del mio percorso sportivo. È stato comunque un grande privilegio aver partecipato come unica atleta sarda allo stage a Milano. Io ce l’ho messa tutta, poi si vedrà».
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