La Nuova Sardegna

Sport

Conti primo tra i piloti sardi “V” di vittoria e senza paraurti

di Paolo Ardovino
Conti primo tra i piloti sardi “V” di vittoria e senza paraurti

La gioia del teresino e del suo navigatore Demontis, di Santa Maria Coghinas «Gara dura ma la squadra è stata super, era importante arrivare sino in fondo»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. L’arrivo è col braccio sinistro alzato fuori dal finestrino in segno di vittoria. E con il paraurti anteriore completamente assente. Giambattista Conti è il primo dei sardi, una soddisfazione non da poco condivisa insieme a Marco Demontis, al suo fianco nell’abitacolo della Peugeot 208 durante l’intensa settimana mondiale.

Nel ricordo di Imperio. «La prima sensazione? Grande soddisfazione», la prima frase di Conti appena fuori dalla sua vettura, nel viale Principe Umberto di Olbia. A un rally mondiale aveva già partecipato nella sua carriera, nel 1988 a Sanremo, più di trent'anni fa. «Quando ho deciso di correre nuovamente nel mondiale, l’ho fatto insieme a Nicola Imperio (lo storico navigatore gallurese scomparso alcuni mesi fa e che lo ha affiancato diverse stagioni nella Safety, ndc). Lui mi aveva guardato con la solita aria sorniona e sorridendo mi ha detto: “Se ti senti di farlo, fallo”. Ho seguito le sue parole». Anche per questo, per Giambattista Conti, la 18esima edizione del rally Italia Sardegna è carica di significati. Nella classifica totale ha guadagnato un bel 27esimo posto assoluto.

Equipaggio collaudato. Primo nella categoria Rc4. Primo tra i piloti sardi. «La gara è stata dura, per fortuna l’equipaggio era collaudato: Marco Demontis è un navigatore bravissimo, dico sempre che è sprecato per la Sardegna, meriterebbe di più». Volano i sorrisi, gli scambi di saluti con i tifosi oltre le transenne. «Ringrazio la Pirelli che ci ha messo a disposizione gomme molto performanti, il team Rally sport evolution, la scuderia Autoservice di Cenzo Ledda, e poi – indica l’anteriore della sua Peugeot 208 Rally4 distrutto – era importante riuscire ad arrivare fino in fondo», ride. Tra l’altro, è ciò su cui è caduto Tanak, fino a sabato in testa alla classifica ma costretto al ritiro per un danno alla sospensione: «Mi dispiace per lui, però in fondo fa parte del rally. A noi è andata bene».

La Gallura al volante. Niente è lasciato al caso: di nuovo al mondiale e nella tappa sarda, praticamente a casa. Anche perché Giambattista è proprio gallurese, di Santa Teresa, dove il rally è passato giusto nell’ultimo giorno – contento anche Marco Demontis, un riordino di sabato era nei pressi di Santa Maria Coghinas, suo paese originario. «La prova che mi è piaciuta di più?». Ci pensa su, Conti: «È stata bella Coiluna-Loelle. Ma anche la Powerstage, il secondo passaggio l’ho dovuto fare a uno all’ora perché in un salto ho perso tutto davanti». 55 anni, un bel traguardo. Uno degli apici sicuramente: «Avevo già vinto un campionato terra, nel 2004. Fare un mondiale del genere però, e farlo ora con questa consapevolezza, mi permette di godermelo di più». In gara sette equipaggi nel segno della Sardegna: oltre a Conti-Demontis, Francesco Marrone – unico pilota partecipante a tutte le 18 edizioni – navigato da Francesco Fresu, Gallu-Salis, Francesco Tali, Biancu-Pittalis e Liceri Mendola, Donadio-Luisotti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative