La Nuova Sardegna

Sport

«Felice di restare ancora nella mia Olbia»

di Paolo Ardovino
«Felice di restare ancora nella mia Olbia»

Serie C, Luca La Rosa firma il rinnovo e pensa già alla sua ottava stagione con i bianchi: «La continuità e il lavoro pagano»

3 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Ancora un anno. Forse una formalità, ma la firma andava pur messa: l’olbiese Luca La Rosa è un altro tassello riconfermato nei piani dell’Olbia per costruire la nuova stagione. «Contenti tutti», dice, parla di sé e del club, e in maniera implicita sono inclusi tutti i tifosi. È il calciatore a cui sono più affezionati, c’è una buona dose di olbiesità ma anche perché in campo, a 32 anni, dimostra di non essere tra i professionisti per caso.

In che modo è arrivato il rinnovo?

«Ci ho messo veramente 2 minuti a trovare l’accordo, non sono state necessarie neanche delle trattative. Ho rinnovato all’istante perché qui sto bene e non è cambiato il mio contributo in campo. Con l’Olbia si è trovato subito il punto d’incontro: contenti tutti, si va ancora avanti».

A Olbia ha mosso i suoi primi passi, poi ha ritrovato la maglia bianca dopo altre esperienze. La prossima sarà l’ottava stagione al Nespoli.

«Sì, nel mio piccolo posso dire che mi sto togliendo delle belle soddisfazioni. Parlo del fatto di giocare a casa, e soprattutto farlo nella Serie C unica».

A proposito di Serie C, secondo il nuovo criterio geografico approvato dal consiglio direttivo della Lega Pro, l’Olbia verrà inserita nel girone B, non più tra le squadre del nord. Cambierà qualcosa?

«Mah… alla fine penso che i campionati si equivalgano, le squadre forti ci sono in tutti i gironi. La novità è bella, cambiare stadi e affrontare nuove squadre è stimolante. Poi, sul girone A si diceva sempre che fosse più facile degli altri ma mi risulta che praticamente ogni anno, come in questo, le squadre del nord arrivino sempre alle fasi finali dei playoff nazionali, quindi… quello che ci danno, ci prendiamo. L’unica difficoltà potrebbe essere per gli spostamenti».

Parliamo della sua ultima stagione: 28 presenze, parte titolare inamovibile, poi tante panchine e nella fase finale è l’asso nella manica di Canzi, che la schiera anche in mediana. Che anno è stato?

«A cavallo tra fine girone di andata e inizio del ritorno ci sono state 12 partite in tutto in cui ho giocato solo piccoli stralci da subentrato. Non è stato facile. Però c’è sempre stato l’appoggio della società in primis; ho capito anche le dinamiche di campo, e il mister che deve fare delle scelte. L’importante è essermi fatto trovare pronto dopo, il lavoro paga sempre. Nell’ultimo mese mi sono divertito parecchio».

Anche l’Olbia ha divertito…

«Stavamo volando, l’armonia dello spogliatoio siamo finalmente riusciti a portarla in campo. Volevamo raggiungere i playoff, ci teniamo comunque quel bel finale».

Il suo rinnovo segue quelli di Ragatzu e Canzi.

«In queste categorie è importante la continuità. Il gruppo ha chiuso in crescendo e può fare ancora meglio, è un’ottima base per ricominciare alla grande, cambiare non aiuta. Con il mister non hai sorprese, sai già cosa ti aspetta».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative