serie a spezzatino
La Lega prima vota sì, poi annulla la delibera e rinvia la decisione
MILANO. Un'assemblea con il giallo, che nasconde anche la volontà di ottenere più soldi. Continua a fare discutere il'ipotesi della Serie A versione spezzatino, con 10 gare spalmate in altrettanti...
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MILANO. Un'assemblea con il giallo, che nasconde anche la volontà di ottenere più soldi. Continua a fare discutere il'ipotesi della Serie A versione spezzatino, con 10 gare spalmate in altrettanti orari diversi. Un tema approdato in assemblea, dove non è mancato lo scontro tra le società. Dopo un inizio teso, con uno scontro anche dai toni intensi tra il patron della Lazio, Lotito, e il presidente della Lega Serie A, Dal Pino, sul caso Salernitana (non invitata in assemblea in quanto ancora formalmente legata a Lotito stesso), il nervosismo si è spostato poi sul tema orari-spezzatino.
La proposta vedrebbe le partite al sabato in quattro finestre diverse (14.30, 16.30, 18.30 e 20.45) e quelle di domenica in cinque (12.30, 14.30, 16.30, 18.30 e 20.45), oltre alla gara del lunedì sera. Proposta passata con 13 voti a favore, con Genoa, Sampdoria, Roma, Bologna, Sassuolo e Spezia contrari e il Cagliari che si è schierato con la maggioranza. Dopo diverse discussioni, la scelta è stata quella di votare una seconda delibera per annullare la prima decisione, revocando il voto: mozione passata con l'opposizione solo di Juventus, Lazio e Napoli, ogni discussione rinviata a una nuova assemblea.
Il motivo? «Ci siamo presi il tempo per vedere se ci sono soluzioni migliori, dal punto di vista dei tifosi ed economico», ha spiegato il presidente del Genoa, Preziosi. Una maggiore valorizzazione del prodotto, quindi, considerando che una Serie A spalmata su 10 orari diversi varrebbe di più rispetto a quella secondo il format venduto alle tv. Restano tuttavia le polemiche, anche tra gli altri sport. «Il calcio la fa da padrone, vuole occupare tutti gli spazi possibili. È vero e ovvio che è il primo sport nazionale ma in questo momento il governo deve intervenire come nelle sue facoltà», ha detto il presidente della federazione pallacanestro Gianni Petrucci.
La proposta vedrebbe le partite al sabato in quattro finestre diverse (14.30, 16.30, 18.30 e 20.45) e quelle di domenica in cinque (12.30, 14.30, 16.30, 18.30 e 20.45), oltre alla gara del lunedì sera. Proposta passata con 13 voti a favore, con Genoa, Sampdoria, Roma, Bologna, Sassuolo e Spezia contrari e il Cagliari che si è schierato con la maggioranza. Dopo diverse discussioni, la scelta è stata quella di votare una seconda delibera per annullare la prima decisione, revocando il voto: mozione passata con l'opposizione solo di Juventus, Lazio e Napoli, ogni discussione rinviata a una nuova assemblea.
Il motivo? «Ci siamo presi il tempo per vedere se ci sono soluzioni migliori, dal punto di vista dei tifosi ed economico», ha spiegato il presidente del Genoa, Preziosi. Una maggiore valorizzazione del prodotto, quindi, considerando che una Serie A spalmata su 10 orari diversi varrebbe di più rispetto a quella secondo il format venduto alle tv. Restano tuttavia le polemiche, anche tra gli altri sport. «Il calcio la fa da padrone, vuole occupare tutti gli spazi possibili. È vero e ovvio che è il primo sport nazionale ma in questo momento il governo deve intervenire come nelle sue facoltà», ha detto il presidente della federazione pallacanestro Gianni Petrucci.
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