Torres, niente scherzi Battere il Muravera per evitare il disastro
di Sandra Usai
Serie D, domani l’ultima gara in trasferta per i sassaresi Un successo significherebbe salvezza matematica
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La salvezza della Torres resta appesa all'ultima partita, in calendario domani sul campo del Muravera. Il masochismo della squadra sassarese in questa stagione non conosce confini, a giocarsi tutto nei 90' finali del torneo ci è arrivata dopo aver fallito incredibilmente in casa l'occasionissima per tirarsi in anticipo fuori dai guai.
Non sono bastate le contemporanee sconfitte delle concorrenti dirette Nola e Afragolese per dare la spinta decisiva verso il sofferto traguardo: ai rossoblù piace farsi del male da soli, con tutto il rispetto per il Lanusei che col "Sanna" continua ad avere un feeling speciale (frequenti i successi negli ultimi anni) e ha giocato la sua onesta e vittoriosa partita. Peccare di cuore, agonismo e lucidità nell'appuntamento decisivo per liberarsi dall'incubo retrocessione è stato clamoroso, nel giorno del ritorno dei tifosi allo stadio. La Torres mercoledì l'ha combinata proprio grossa, non a caso il diesse Degli Esposti dopo la sconfitta ha commentato: «È successo qualcosa di incomprensibile, siamo mancati sul piano caratteriale. Ma c'è ancora un'opportunità da sfruttare, grazie ai risultati delle rivali siamo ancora a galla».
L’opportunità stavolta va colta sul serio, da squadra vera che vuole questa salvezza. Non a parole, ché troppe ne sono state dette, ma con i fatti del campo. Con palloni spediti in rete, con spirito da irriducibili. Sarà così la Torres di domani? Deve esserlo, altrimenti le conseguenze saranno devastanti e faranno rima con Eccellenza.
Nessuno si illuda di possibili "favori" da parte del Muravera, che non ha più niente da ottenere se non la soddisfazione di essere la squadra sarda meglio piazzata di questo campionato. I derby isolani non sono per tradizione mai comodi per i sassaresi, non ci saranno scorciatoie per vincere e poi c'è anche un precedente che stimola l'orgoglio degli avversari. Risale al 31 gennaio 2016, quando a Sassari sui sarrebesi sono piovuti 8 gol (a zero). Un risultato mai digerito, un ricordo fastidioso che richiede sempre grande impegno per essere attenuato, stagione dopo stagione.
Nonostante l'ultimo scivolone la Torres di Giorico è rimasta padrona del proprio destino: se vince resta in serie D. Retrocede la penultima in classifica, che ora è il Nola con un punto in meno e gioca a Lanusei con lo stesso obiettivo (ma gli ogliastrini promnettono di non fare sconti neppure ai campani) mentre l'Afragolese che affianca i sassaresi a quota 31 ospita il sereno Arzachena. In caso di arrivo a tre a pari punti si salva la Torres, con spareggio tra le avversarie. Sarà spareggio anche se al penultimo posto si arriva in due. Per evitare ogni rischio il risultato è obbligato: si deve vincere.
Non sono bastate le contemporanee sconfitte delle concorrenti dirette Nola e Afragolese per dare la spinta decisiva verso il sofferto traguardo: ai rossoblù piace farsi del male da soli, con tutto il rispetto per il Lanusei che col "Sanna" continua ad avere un feeling speciale (frequenti i successi negli ultimi anni) e ha giocato la sua onesta e vittoriosa partita. Peccare di cuore, agonismo e lucidità nell'appuntamento decisivo per liberarsi dall'incubo retrocessione è stato clamoroso, nel giorno del ritorno dei tifosi allo stadio. La Torres mercoledì l'ha combinata proprio grossa, non a caso il diesse Degli Esposti dopo la sconfitta ha commentato: «È successo qualcosa di incomprensibile, siamo mancati sul piano caratteriale. Ma c'è ancora un'opportunità da sfruttare, grazie ai risultati delle rivali siamo ancora a galla».
L’opportunità stavolta va colta sul serio, da squadra vera che vuole questa salvezza. Non a parole, ché troppe ne sono state dette, ma con i fatti del campo. Con palloni spediti in rete, con spirito da irriducibili. Sarà così la Torres di domani? Deve esserlo, altrimenti le conseguenze saranno devastanti e faranno rima con Eccellenza.
Nessuno si illuda di possibili "favori" da parte del Muravera, che non ha più niente da ottenere se non la soddisfazione di essere la squadra sarda meglio piazzata di questo campionato. I derby isolani non sono per tradizione mai comodi per i sassaresi, non ci saranno scorciatoie per vincere e poi c'è anche un precedente che stimola l'orgoglio degli avversari. Risale al 31 gennaio 2016, quando a Sassari sui sarrebesi sono piovuti 8 gol (a zero). Un risultato mai digerito, un ricordo fastidioso che richiede sempre grande impegno per essere attenuato, stagione dopo stagione.
Nonostante l'ultimo scivolone la Torres di Giorico è rimasta padrona del proprio destino: se vince resta in serie D. Retrocede la penultima in classifica, che ora è il Nola con un punto in meno e gioca a Lanusei con lo stesso obiettivo (ma gli ogliastrini promnettono di non fare sconti neppure ai campani) mentre l'Afragolese che affianca i sassaresi a quota 31 ospita il sereno Arzachena. In caso di arrivo a tre a pari punti si salva la Torres, con spareggio tra le avversarie. Sarà spareggio anche se al penultimo posto si arriva in due. Per evitare ogni rischio il risultato è obbligato: si deve vincere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
