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Più donne che uomini, l’Italia è rosa

Più donne che uomini, l’Italia è rosa

Il 23 luglio l’inaugurazione. Finora 335 qualificati: 168 sono atlete, 167 i maschi

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ROMA. Il 23 luglio si aprono le Olimpiadi più strane di sempre, sotto il segno del Covid. Dopo il posticipo di un anno, Tokyo si farà. Anche se l’edizione numero 32 dei Giochi sarà la più sofferente, senza turisti e quasi senza pubblico. Più di 200 i paesi presenti, assente la Corea del Nord. Bolle, tamponi, mascherine, tracciamenti, sarà dura per gli atleti. I protocolli sono severissimi: chi non si sottoporrà a test antiCovid giornalieri o non indosserà la mascherina, rischierà richiami, multe o addirittura l’inammissibilità o l’esclusione temporanea o permanente dai Giochi.

Per l’Italia si sono qualificati finora più donne che uomini. Il nuovo sorpasso è stato registrato qualche giorno fa a seguito dell'annuncio della squadra del Triathlon. Su cinque azzurri, tre sono donne e due uomini. Ieri a Parigi si è qualificato anche il trio azzurro donne di tiro con l’arco: Chiara Rebagliati, Lucilla Boari e Tatiana Andreoli. A questo punto, gli azzurri qualificati per Tokyo salgono a 338 (167 uomini, 171 donne) in 32 discipline.

Intanto a poco più di un mese dall'inizio dei Giochi olimpici in Giappone, dopo i tentennamenti dei mesi scorsi la popolazione è ora favorevole allo svolgimento dei Giochi. «Dal Giappone una notizia bellissima, un sondaggio ha mostrato un dato sorprendente: il 64% dei giapponesi vuole i Giochi – le parole del numero uno del Coni Giovanni Malagò –. Si sono resi conto che il Paese torna centrale, che fare le Olimpiadi sarà un messaggio di grande speranza. C'è una voglia di sport a tutti i livelli».



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