Fabio Aru, che succede? Niente Tour per il sardo
SASSARI. 18.40, ieri, ultime notizie, spara il sito del team Qhubeka Assos. Ed è una bomba: “Barbero sostituisce Aru nel team per il Tour de France”.«Lo spagnolo Carlos Barbero – prosegue il...
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SASSARI. 18.40, ieri, ultime notizie, spara il sito del team Qhubeka Assos. Ed è una bomba: “Barbero sostituisce Aru nel team per il Tour de France”.
«Lo spagnolo Carlos Barbero – prosegue il comunicato del club sudafricano – è stato chiamato in sostituzione di Fabio Aru nella formazione del Team Qhubeka Assos per affrontare il 108 ° Tour de France. Barbero si unirà ad altri tre corridori del nostro roster che faranno le loro prime apparizioni in gara: Nicholas Dlamini, Sean Bennett e Victor Campenaerts». Etc etc etc . E Aru?
«So cosa serve per competere al Tour e ho sentito che con i problemi fisici che ho avuto durante il fine settimana, il mio corpo non è dove dovrebbe essere per essere al meglio per la Grande Partenza. – il messaggio del Cavaliere dei Quattro Mori –. Dopo aver discusso la situazione con il team, ho deciso che era nostro interesse ritirarci dalla selezione – l’approfondimento–. Voglio augurare il meglio al team, che mi ha dato un così grande supporto, e farò il tifo insieme ai fan mentre gareggiamo nel vero spirito di Ubuntu. La nostra squadra lotta per continuare a sensibilizzare su come le biciclette possono cambiare la vita e so che durante il Tour de France questo messaggio continuerà a fare un'enorme differenza nel mondo».
Il Cavaliere dei Quattro Mori, che ha esaltato l’Italia e la Sardegna con due secondi posti al Giro d’Italia, la vittoria alla Vuelta, la maglia gialla e a pois al Tour. Lui, uno dei pochi nel ciclismo ad avere indossato la maglia delle tre principali corse al mondo, ha vinto tappe in tutte e tre le prove, e ora... Ora il comunicato della Qhubeka, che la scorsa stagione ha accolto un Aru desideroso di rimettersi in corsa dopo una brutta caduta, un periodo no e un altro periodo ancora più nero dopo l’intervento chirugigc. Da quinto ciclista più pagato al mondo a un ridimensionamento economico e a una discesa che non ha portato al traguardo, finora. Ma Fabio Aru si conferma campione anche di se stesso, fermandosi prima ancora di partire. Il fatto che lo stop sia stato concordato con il club è sintomo e indice di sintonia e soprattutto di futuro. Campionati italiani interrotti all’ultimo giro, il no al Tour, Aru si ricostruisce.
«Lo spagnolo Carlos Barbero – prosegue il comunicato del club sudafricano – è stato chiamato in sostituzione di Fabio Aru nella formazione del Team Qhubeka Assos per affrontare il 108 ° Tour de France. Barbero si unirà ad altri tre corridori del nostro roster che faranno le loro prime apparizioni in gara: Nicholas Dlamini, Sean Bennett e Victor Campenaerts». Etc etc etc . E Aru?
«So cosa serve per competere al Tour e ho sentito che con i problemi fisici che ho avuto durante il fine settimana, il mio corpo non è dove dovrebbe essere per essere al meglio per la Grande Partenza. – il messaggio del Cavaliere dei Quattro Mori –. Dopo aver discusso la situazione con il team, ho deciso che era nostro interesse ritirarci dalla selezione – l’approfondimento–. Voglio augurare il meglio al team, che mi ha dato un così grande supporto, e farò il tifo insieme ai fan mentre gareggiamo nel vero spirito di Ubuntu. La nostra squadra lotta per continuare a sensibilizzare su come le biciclette possono cambiare la vita e so che durante il Tour de France questo messaggio continuerà a fare un'enorme differenza nel mondo».
Il Cavaliere dei Quattro Mori, che ha esaltato l’Italia e la Sardegna con due secondi posti al Giro d’Italia, la vittoria alla Vuelta, la maglia gialla e a pois al Tour. Lui, uno dei pochi nel ciclismo ad avere indossato la maglia delle tre principali corse al mondo, ha vinto tappe in tutte e tre le prove, e ora... Ora il comunicato della Qhubeka, che la scorsa stagione ha accolto un Aru desideroso di rimettersi in corsa dopo una brutta caduta, un periodo no e un altro periodo ancora più nero dopo l’intervento chirugigc. Da quinto ciclista più pagato al mondo a un ridimensionamento economico e a una discesa che non ha portato al traguardo, finora. Ma Fabio Aru si conferma campione anche di se stesso, fermandosi prima ancora di partire. Il fatto che lo stop sia stato concordato con il club è sintomo e indice di sintonia e soprattutto di futuro. Campionati italiani interrotti all’ultimo giro, il no al Tour, Aru si ricostruisce.
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