Il Settebello in Sardegna sognando l’oro a Tokyo
di Fabio Fresu
Il ct Campagna: «L’ultima volta che siamo stati qui abbiamo vinto a Shanghai» Gli azzurri affronteranno in un triangolare Russia e Croazia dal 9 all’11 luglio
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SASSARI. Dopo dieci anni torna in Sardegna la nazionale italiana di pallanuoto, campione del mondo in carica e bronzo alle Olimpiadi di Rio. Sbarcherà a Cagliari dal 5 luglio per svolgere un collegiale in vista del prossimo appuntamento a cinque cerchi, e dal 9 all’11 affronterà in un triangolare di altissimo livello nella piscina di Terramaini le selezioni di Croazia e Russia. Ci sarebbe dovuto essere anche il Giappone, ma la situazione pandemica critica nel paese del sol levante non ha permesso, a malincuore, il suo arrivo.
Sarà l’occasione per vedere lo stato di forma degli azzurri reduci dalla World League a Tbilisi, in Georgia, ed in procinto di partire per le prossime Olimpiadi. Cosa che avverrà direttamente dal capoluogo sardo subito dopo la conclusione della manifestazione. “L’anno scorso - ricorda il presidente della Federnuoto Sardegna Danilo Russu - avremmo dovuto ospitare il quadrangolare “Waterpolo Sardinia Cup” con Italia, Spagna, Croazia e Serbia. Il Coronavirus ha bloccato tutto ma non ci siamo persi d’animo, riproponendo una sfida a tre che non muta d’importanza vista la vicinanza dei Giochi Olimpici. Ringrazio l’entourage azzurro che ha accolto il nostro invito e rivolgo un apprezzamento a coloro che si prodigano per la riuscita della manifestazione. La presenza del Settebello deve stimolare i nostri tesserati ad un pronto rientro in acqua per la prossima stagione, sperando che il fascino della calotta tricolore attiri nuovi estimatori. Cagliari e la Sardegna sportiva hanno l’opportunità di vivere tre giorni fuori dall’ordinario».
«Abbiamo giocato poco quest’anno- dice il commissario tecnico Alessandro Campagna - dobbiamo sfruttare qualsiasi occasione per acquisire motivazioni in vari ambiti, crescita del gioco, mentalità, adattamento all’arbitraggio. Russia e Croazia sono forti fisicamente e quando impostano un pressing possono metterci in difficoltà. Ipotizzando che alle Olimpiadi incontreremo squadre con tattiche simili, per esempio slave e spagnole, quello di Cagliari sarà un buon allenamento, e un ottimo test prima di partire per Tokyo. Il mio rapporto con la Sardegna? A sedici anni e mezzo ho esordito in prima squadra a Siracusa contro la Rari Nantes Cagliari, e nel campionato successivo, vincendo a Cagliari ottenemmo la quasi certezza di salire in serie A. Di quella squadra mi ricordo Gianfranco Maurandi e Massimo Bruno. Una grandissima compagine».
«L’ultima volta che siamo venuti con la nazionale nel 2011 - dice Campagna -, ci ha portato bene perché abbiamo vinto a Shangai, chissà che non si ripeta la storia. Mi auguro che gli spalti siano pieni di spettatori. Spero che ci siano tanti ragazzi perché vedendo giocare dal vivo i campioni si appassionano e la voglia di emularli cresce. E magari a settembre si iscrivono alle scuole di pallanuoto. Dobbiamo coinvolgere quei giovani che dopo due stagioni di pandemia hanno abbandonato la disciplina, sopraffatti dalle difficoltà. A loro dobbiamo restituire l’entusiasmo. La presenza dei campioni nel territorio sardo è di fondamentale importanza».
Sarà l’occasione per vedere lo stato di forma degli azzurri reduci dalla World League a Tbilisi, in Georgia, ed in procinto di partire per le prossime Olimpiadi. Cosa che avverrà direttamente dal capoluogo sardo subito dopo la conclusione della manifestazione. “L’anno scorso - ricorda il presidente della Federnuoto Sardegna Danilo Russu - avremmo dovuto ospitare il quadrangolare “Waterpolo Sardinia Cup” con Italia, Spagna, Croazia e Serbia. Il Coronavirus ha bloccato tutto ma non ci siamo persi d’animo, riproponendo una sfida a tre che non muta d’importanza vista la vicinanza dei Giochi Olimpici. Ringrazio l’entourage azzurro che ha accolto il nostro invito e rivolgo un apprezzamento a coloro che si prodigano per la riuscita della manifestazione. La presenza del Settebello deve stimolare i nostri tesserati ad un pronto rientro in acqua per la prossima stagione, sperando che il fascino della calotta tricolore attiri nuovi estimatori. Cagliari e la Sardegna sportiva hanno l’opportunità di vivere tre giorni fuori dall’ordinario».
«Abbiamo giocato poco quest’anno- dice il commissario tecnico Alessandro Campagna - dobbiamo sfruttare qualsiasi occasione per acquisire motivazioni in vari ambiti, crescita del gioco, mentalità, adattamento all’arbitraggio. Russia e Croazia sono forti fisicamente e quando impostano un pressing possono metterci in difficoltà. Ipotizzando che alle Olimpiadi incontreremo squadre con tattiche simili, per esempio slave e spagnole, quello di Cagliari sarà un buon allenamento, e un ottimo test prima di partire per Tokyo. Il mio rapporto con la Sardegna? A sedici anni e mezzo ho esordito in prima squadra a Siracusa contro la Rari Nantes Cagliari, e nel campionato successivo, vincendo a Cagliari ottenemmo la quasi certezza di salire in serie A. Di quella squadra mi ricordo Gianfranco Maurandi e Massimo Bruno. Una grandissima compagine».
«L’ultima volta che siamo venuti con la nazionale nel 2011 - dice Campagna -, ci ha portato bene perché abbiamo vinto a Shangai, chissà che non si ripeta la storia. Mi auguro che gli spalti siano pieni di spettatori. Spero che ci siano tanti ragazzi perché vedendo giocare dal vivo i campioni si appassionano e la voglia di emularli cresce. E magari a settembre si iscrivono alle scuole di pallanuoto. Dobbiamo coinvolgere quei giovani che dopo due stagioni di pandemia hanno abbandonato la disciplina, sopraffatti dalle difficoltà. A loro dobbiamo restituire l’entusiasmo. La presenza dei campioni nel territorio sardo è di fondamentale importanza».
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