Stop della Federcalcio alla Salernitana
Il trust così non va. La società ha tempo fino a sabato per mettersi in regola
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ROMA. La doccia gelata è arrivata a metà mattinata: la Figc ha bocciato il trust presentato venerdì sera dalla Salernitana per risolvere il nodo della multiproprietà. Ora la società granata avrà tempo fino alle 20 di sabato per adeguarsi alle richieste della Federazione e scongiurare l'esclusione dal campionato di serie A. Per la Figc la struttura del trust presenta «troppe zone d'ombra».
La società campana, però, ritiene di non essere stata bocciata ed è pronta a fornire tutti i chiarimenti richiesti. La vicenda, come è noto, è strettamente legata alla figura di Claudio Lotito, co-patron dei granata e presidente della Lazio. L'articolo 16 bis delle Noif vieta ad un imprenditore di avere due società nella stessa categoria ed estende il vincolo fino al quarto grado di parentela. Lotito, dunque, non ha potuto cedere al socio e cognato Marco Mezzaroma e ha deciso di far confluire in un trust finalizzato alla vendita le quote della società.
Ma la Figc, dopo un'analisi durata tre giorni, ha evidenziato alcune incongruenze. In particolare, secondo la Federazione, «in virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso», non si tratterebbe di un «vero e proprio blind trust». La federcalcio ha inoltre rilevato come «non è stata assicurata indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti». Non convincerebbe nemmeno la struttura che prevede la presenza di due trustee. La Figc, inoltre, ritiene che il termine per la cessione debba essere fissato al 31 dicembre 2021 con una possibile, breve, deroga solo in caso di trattativa prossima alla conclusione.
La società campana, però, ritiene di non essere stata bocciata ed è pronta a fornire tutti i chiarimenti richiesti. La vicenda, come è noto, è strettamente legata alla figura di Claudio Lotito, co-patron dei granata e presidente della Lazio. L'articolo 16 bis delle Noif vieta ad un imprenditore di avere due società nella stessa categoria ed estende il vincolo fino al quarto grado di parentela. Lotito, dunque, non ha potuto cedere al socio e cognato Marco Mezzaroma e ha deciso di far confluire in un trust finalizzato alla vendita le quote della società.
Ma la Figc, dopo un'analisi durata tre giorni, ha evidenziato alcune incongruenze. In particolare, secondo la Federazione, «in virtù del processo di scelta delle persone componenti del trust e delle regole previste nella gestione dello stesso», non si tratterebbe di un «vero e proprio blind trust». La federcalcio ha inoltre rilevato come «non è stata assicurata indipendenza economica al trust rispetto alle società disponenti». Non convincerebbe nemmeno la struttura che prevede la presenza di due trustee. La Figc, inoltre, ritiene che il termine per la cessione debba essere fissato al 31 dicembre 2021 con una possibile, breve, deroga solo in caso di trattativa prossima alla conclusione.
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