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Tappa a Teuns, ma Pogacar fa il vuoto: la maglia gialla è sua
ROMA. Tadej Pogacar è già padrone del Tour de France 2021. Lo sloveno, campione in carica, nella prima tappa alpina della corsa a tappe francese, disputata ieri con arrivo a Le Grand-Bornard, ha...
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ROMA. Tadej Pogacar è già padrone del Tour de France 2021. Lo sloveno, campione in carica, nella prima tappa alpina della corsa a tappe francese, disputata ieri con arrivo a Le Grand-Bornard, ha fatto la voce grossa e lanciato un messaggio chiaro e netto a tutti gli avversari, indossando la maglia gialla al termine di un'azione irresistibile.
Il talentino della UAE Emirates, quarto all'arrivo nella tappa vinta dal belga Dylan Teuns, è scattato al culmine della salita della Colombiere, dopo aver fatto tirare a lungo Davide Formolo, che ha elevato il ritmo all'ennesima potenza. Il veronese è stato formidabile, poi ha fatto spazio al proprio capitano che si è trascinato dietro Richard Carapaz, vincitore del Giro d'Italia 2019.
L'ecuadoriano ha stretto i denti, ma è riuscito a resistere solo per qualche curva, perché al secondo attacco dello sloveno ha rischiato di andare fuori giri e si è staccato, giungendo al traguardo 13°, con un ritardo di 4'09’’ da Teuns, che a sua volta ha inflitto 49’’ a Pogacar.
Quest'ultimo ha superato tutti, tranne lo spagnolo Ion Izagirre, 2° a 44’’ da Teuns, e il canadese Michael Woods, terzo a 47’’ dal vincitore di tappa, dunque a +2« su Pogacar, che adesso nella classifica generale ha un vantaggio di 1'48’’ sul belga Vout Van Aert, secondo, e di 4'38’’ sul kazako Alexey Lutsenko, terzo.
Il colombiano Rigoberto Uran è invece a 4'46’’, mentre Carapaz è staccato di 5'01’’. Primo degli italiani Mattia Cattaneo, 19° a 12'39’’.
Il Tour è ancora molto lungo, ma la dimostrazione di forza di Pogacar sembra incanalare la corsa a tappe francese verso un'unica direzione. La sua condizione di forma è magnifica e la sua voglia di vincere smisurata. Difficile, dopo ieri, immaginare chi possa spodestarlo dal trono di Parigi.
Il talentino della UAE Emirates, quarto all'arrivo nella tappa vinta dal belga Dylan Teuns, è scattato al culmine della salita della Colombiere, dopo aver fatto tirare a lungo Davide Formolo, che ha elevato il ritmo all'ennesima potenza. Il veronese è stato formidabile, poi ha fatto spazio al proprio capitano che si è trascinato dietro Richard Carapaz, vincitore del Giro d'Italia 2019.
L'ecuadoriano ha stretto i denti, ma è riuscito a resistere solo per qualche curva, perché al secondo attacco dello sloveno ha rischiato di andare fuori giri e si è staccato, giungendo al traguardo 13°, con un ritardo di 4'09’’ da Teuns, che a sua volta ha inflitto 49’’ a Pogacar.
Quest'ultimo ha superato tutti, tranne lo spagnolo Ion Izagirre, 2° a 44’’ da Teuns, e il canadese Michael Woods, terzo a 47’’ dal vincitore di tappa, dunque a +2« su Pogacar, che adesso nella classifica generale ha un vantaggio di 1'48’’ sul belga Vout Van Aert, secondo, e di 4'38’’ sul kazako Alexey Lutsenko, terzo.
Il colombiano Rigoberto Uran è invece a 4'46’’, mentre Carapaz è staccato di 5'01’’. Primo degli italiani Mattia Cattaneo, 19° a 12'39’’.
Il Tour è ancora molto lungo, ma la dimostrazione di forza di Pogacar sembra incanalare la corsa a tappe francese verso un'unica direzione. La sua condizione di forma è magnifica e la sua voglia di vincere smisurata. Difficile, dopo ieri, immaginare chi possa spodestarlo dal trono di Parigi.
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