pallanuoto/la sardinia cup
Settebello ko con la Croazia oggi chiusura con la Russia
CAGLIARI. Settebello battuto a Cagliari dalla Croazia nella piscina di Terramani: 15-12 il risultato finale con gli azzurri sempre all’inseguimento degli avversari già in forma Olimpiadi. Un successo...
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CAGLIARI. Settebello battuto a Cagliari dalla Croazia nella piscina di Terramani: 15-12 il risultato finale con gli azzurri sempre all’inseguimento degli avversari già in forma Olimpiadi. Un successo che assegna in anticipo, alla seconda giornata, il trofeo Waterpolo Sardinia cup alla squadra di Ivica Tucak. La Croazia aveva superato nettamente venerdì sera la Russia nella giornata di esordio con un secco 14-5.
Ieri Obrarovic e compagni hanno rischiato di chiudere la gara già nel secondo tempo chiudendo all’intervallo sopra di sei, 10-4. Poi gli azzurri, toccati nell’orgoglio, si sono rimessi in partita e hanno, dopo una clamorosa rimonta, avuto anche in mano la palla del pareggio.
Al di là del trofeo ormai nelle mani della Croazia, l’Italia ha mostrato qualche segnale di ripresa rispetto alle ultime uscite. Comunque un buon test: oggi partita conclusiva per provare a riassaporare il gusto della vittoria alle 12 contro la Russia. Italia benino nel primo tempo con la partita sempre in bilico: il parziale sì è concluso 4-3 per la Croazia, ma con un rigore sbagliato dagli azzurri. Tonfo nel secondo tempo con un parziale di 6 a 1 per gli avversari: una macchina da gol, quasi ogni azione finiva in rete. Campagna deve aver strigliato bene i suoi perché l’Italia ha quasi restituito pan per focaccia nel terzo tempo con un parziale di 6-2. E allora l’ultima frazione è stata, almeno sino a due minuti dal termine, in bilico. La squadra di Campagna si è illusa due volte. Prima con l’11 a 12 siglato da Figlioli. E poi quando Bogedas con un tocco sotto porta ha realizzato il 12-13.
È stato l’ultimo sussulto perché poi la Croazia ha ritrovata calma e freddezza chiudendo i conti con le ultime due reti che hanno fissato il punteggio sul 12-15. Per gli azzurri tre gol a testa per Figlioli e Di Fulvio. Oggi, come detto, epilogo del torneo, poi tutti in Giappone.
Stefano Ambu
Ieri Obrarovic e compagni hanno rischiato di chiudere la gara già nel secondo tempo chiudendo all’intervallo sopra di sei, 10-4. Poi gli azzurri, toccati nell’orgoglio, si sono rimessi in partita e hanno, dopo una clamorosa rimonta, avuto anche in mano la palla del pareggio.
Al di là del trofeo ormai nelle mani della Croazia, l’Italia ha mostrato qualche segnale di ripresa rispetto alle ultime uscite. Comunque un buon test: oggi partita conclusiva per provare a riassaporare il gusto della vittoria alle 12 contro la Russia. Italia benino nel primo tempo con la partita sempre in bilico: il parziale sì è concluso 4-3 per la Croazia, ma con un rigore sbagliato dagli azzurri. Tonfo nel secondo tempo con un parziale di 6 a 1 per gli avversari: una macchina da gol, quasi ogni azione finiva in rete. Campagna deve aver strigliato bene i suoi perché l’Italia ha quasi restituito pan per focaccia nel terzo tempo con un parziale di 6-2. E allora l’ultima frazione è stata, almeno sino a due minuti dal termine, in bilico. La squadra di Campagna si è illusa due volte. Prima con l’11 a 12 siglato da Figlioli. E poi quando Bogedas con un tocco sotto porta ha realizzato il 12-13.
È stato l’ultimo sussulto perché poi la Croazia ha ritrovata calma e freddezza chiudendo i conti con le ultime due reti che hanno fissato il punteggio sul 12-15. Per gli azzurri tre gol a testa per Figlioli e Di Fulvio. Oggi, come detto, epilogo del torneo, poi tutti in Giappone.
Stefano Ambu
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