lo sport in libreria
Storie di talenti “allergici” all’azzurro
Nazionali senza filtro dedica due capitoli a Pietro Virdis e Gigi Piras
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SASSARI. Cosa hanno in comune Beniamino Vignola e Gigi Piras? Franco Cresci e Luciano Castellini? Massimo Palanca ed Evaristo Beccalossi? Tutto e niente. Hanno militato in serie A, fatto innamorare i tifosi. Carriere tali da spalancar loro le porte della Nazionale. Eppure per le loro figurine sono rimaste azzurrabili e non azzurre. Non è scattato il feeling, hanno fatto scelte impopolari, non piacevano ai commissari tecnici. Soddisfazioni e trofei nei club, ma la Nazionale no.
Di questa categoria si occupa il libro “Nazionali senza filtro”, lanciato dall’editore Freccia D’Oro che punta soprattutto su scrittori emergenti. In questo caso gli autori sono due: Pierluigi Larotonda, che ha curato il testo, e l’illustratore Luca Lucherini che si è occupato delle immagini. Si tratta di un almanacco sportivo di storie e scelte (ci sono anche i sardi Gigi Piras, Pietro Paolo Virdis, oltre a Daniele Conti che ormai è sardo d’adozione), in cui i protagonisti sono sessantuno calciatori di talento che, per un motivo o per l’altro, non sono mai (o quasi) riusciti a vestire la maglia azzurra.
Qualche chicca? C’è il calciatore che vinse due scudetti “anomali” (Fiorentina ’69 e Cagliari ‘70), o quello che sollevò tre Coppe Uefa con maglie differenti. E poi idoli di provincia (Piras), campioni sfortunati (Di Bartolomei), fantasisti lunatici (Beccalossi). Perché leggere Nazionali senza filtro? perché in fondo è bello che ogni tanto qualcuno pensi anche agli “esclusi”.
Di questa categoria si occupa il libro “Nazionali senza filtro”, lanciato dall’editore Freccia D’Oro che punta soprattutto su scrittori emergenti. In questo caso gli autori sono due: Pierluigi Larotonda, che ha curato il testo, e l’illustratore Luca Lucherini che si è occupato delle immagini. Si tratta di un almanacco sportivo di storie e scelte (ci sono anche i sardi Gigi Piras, Pietro Paolo Virdis, oltre a Daniele Conti che ormai è sardo d’adozione), in cui i protagonisti sono sessantuno calciatori di talento che, per un motivo o per l’altro, non sono mai (o quasi) riusciti a vestire la maglia azzurra.
Qualche chicca? C’è il calciatore che vinse due scudetti “anomali” (Fiorentina ’69 e Cagliari ‘70), o quello che sollevò tre Coppe Uefa con maglie differenti. E poi idoli di provincia (Piras), campioni sfortunati (Di Bartolomei), fantasisti lunatici (Beccalossi). Perché leggere Nazionali senza filtro? perché in fondo è bello che ogni tanto qualcuno pensi anche agli “esclusi”.
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