Italia campione, Gigi Riva: "Confesso, ai rigori ho spento la tv, poi le urla dei vicini..."
"Sirigu e Barella con la bandiera 4 mori hanno fatto un bel gesto: la Sardegna se lo merita"
CAGLIARI. Gigi Riva aveva visto lungo. Presentando gli Europei aveva parlato di un'Italia fra le favorite della rassegna. All'indomani del successo degli azzurri sugli inglesi sorride soddisfatto. «C'è un Dna speciale nell'Italia - sottolinea il capocannoniere della nazionale -, scendiamo in campo sempre per vincere. Non ci possono essere alternative. E questa volta più di altre c'era davvero la possibilità di prendersi questa Coppa». Perché? Gigi non ha dubbi. «Il valore aggiunto di questa squadra è Roberto Mancini. L'ho detto e lo confermo. Un grande allenatore, che ha dato una identità di gioco alla squadra. Un'Italia che ha condotto il torneo in maniera straordinaria, sempre a condurre le danze, sempre senza paura. In questo modo, la Nazionale è andata avanti, passo dopo passo, con una convinzione sui propri mezzi che è sempre cresciuta».
Ci sono voluti 53 anni per ritornare a vincere in Europa. Quasi una maledizione impedisse agli azzurri di ritornare sul tetto d'Europa. «Quel successo fu speciale - ricorda Riva - con una finale sofferta come questa. Allora la prima partita finì ugualmente 1-1, con la Jugoslavia in vantaggio e i miei compagni a recuperare con Domenghini nel finale. Allora non c'erano i rigori e nella ripetizione vincemmo con un gol mio, che avevo recuperato dall'infortunio convincendo Valcareggi a schierarmi, e uno di Pietro Anastasi».
Stavolta invece i rigori c'erano. E come con la Spagna sono stati decisivi. Riva come ha vissuto quei momenti? Il bomber non fatica ad ammettere quanto successo. «Ho visto la partita a pezzetti - confessa -, un po' accendevo e un po' spegnevo. Troppa tensione, volevo che la squadra vincesse e temevo che qualcosa andasse storto. Succede qualche volta nel calcio che i più forti perdano. Ai rigori però ho spento proprio la tv. Ho capito che avevamo vinto dalle urla prolungate nelle case vicine e dai primi clacson in strada. E allora mi sono goduto le immagini, quella lotteria in cui Donnarumma ha fatto il fenomeno». In tre anni dalla rovinosa caduta dell'Italia eliminata dai mondiali al successo di Wembley. Il futuro azzurro si colora di rosa. Riva ne è certo. «Le premesse sono buone - dice -. Possiamo stare fra le migliori al mondo. Manca un attaccante come me? Ma no, tranquilli, questa squadra nata dalle mani di Mancini ci farà sognare ancora».
Alla fine ha avuto ragione Riva, dicendo che era tempo dopo 53 anni che Barella raccogliesse la sua eredità e vincesse lui l'Europeo. «Sono particolarmente felice per Nicolò - ammette l'ex attaccante del Cagliari e della nazionale -. Lui è un gioiellino, un campione che può continuare a crescere e a migliorare. Intanto è arrivato già in alto sia con l'Inter che con la nazionale e siamo tutti orgogliosi di lui».Riva ha visto anche le immagini di Barella e Sirigu in campo a Wembley con la Coppa Europa e la bandiera sarda. «Un bel gesto - sottolinea -, perché essere orgogliosi della propria terra e delle proprie origini è importante. E la Sardegna tutto questo se lo merita».
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