Spezia al via, il Cagliari ci crede
di Roberto Muretto
Ecco il calendario disgiunto della Serie A. Il presidente Giulini vuole «qualcosa di bello»
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Presentato il calendario della serie A. Il Cagliari esordirà in casa con lo Spezia domenica 22 agosto. Intanto ieri il presidente Tommaso Giulini era a Pejo. Di lui si è detto che è stanco, che forse ha addirittura pensato di di vendere il Cagliari. In realtà questo pensiero non ha mai nemmeno sfiorato il patron rossoblù. Il numero 1 del club è stato chiarissimo: «Mi sento più presidente oggi rispetto a quando ho cominciato. Abbiamo vissuto di tutto, dalla retrocessione fino alla vittoria del campionato in serie B, alla salvezza da batticuore dello scorso campionato. Vivere due anni di crisi, da cui spero di uscire nel 2022, mi hanno fatto provare emozioni forti. In questi otto anni ho vissuto ogni giorno cose diverse. Spero di ottenere qualcosa di bello sul campo nei prossimi anni».
Il mister. La conferma di Semplici è arrivata dopo che la permanenza del mister è stata messa in discussione. Ma non dal presidente del Cagliari che chiarisce: «Siamo orgogliosi di averlo con noi, per lui parla il curriculum. Ha un carattere riservato e forse meno appeal di altri. Ma se guardiamo alle cose concrete, il suo è un percorso di successo. Siamo orgogliosi e fiduciosi di ripartire da quello spirito che ha inculcato ai giocatori».
Il caso Godin. Giulini pesa le parole per evitare equivoci. «È un contratto importante. L’anno scorso l’Inter ha contribuito al pagamento ma negli ultimi dodici mesi è cambiato il mondo. Nessuno si aspettava di non vedere riaprire gli stadi. Le casse della società piangono. Per noi non è un onere sostenibile. Stiamo dialogando con Diego, confesso che è una situazione particolare. Capisco anche la sua delusione, lui è vittima di questa situazione. Mi spiace perché ha contribuito alla salvezza e sappiamo il legame che la Sardegna. In questo momento non so dire che cosa succederà».
Stadi chiusi. Dalla Figc alla Lega Serie A, la pressione è tanta per riaprire gli impianti. Giulini dice la sua senza usare mezzi termini. «Gli stadi ripartono quasi al 100%, tranne che in Italia. A me sembra assurdo che non posso vendere biglietti o abbonamenti, non capisco perché con un passaporto vaccinale non si possa entrare allo stadio. Lo dico per la società ma lo dico anche per i tifosi, la vittoria di questo Europeo ha ridato entusiasmo al movimento. Una riapertura al 25 per cento accontenta gli sponsor e gli addetti ai lavori ma non gli appassionati di calcio».
Radja e Nahitan. Il presidente del Cagliari sa che il mercato è difficile e che di denari ne girano pochi. Psg a parte. «Quello di Nainggolan è un caso simile a Godin. Parliamo di contratti anacronistici dopo la pandemia. È una trattativa non semplice ma andrà avanti. Averlo per l’inizio ritiro non è stato possibile, ci auguriamo che possa tornare in questo gruppo. Per Nandez ancora non ci ha contattato nessun club. Non riuscire a cedere un nostro pezzo pregiato ci penalizza ma l’idea di ripartire da Cragno e da Nandez ci stimola. Se non arrivasse un’offerta importante siamo pronti a non fare per forza una cessione. Noi vorremmo fare cassa, ma non solo su Nandez. Vorremmo vendere un giocatore, non scambiarlo. Poi però dobbiamo prendere in considerazione altre situazioni. Ma ci serve una contropartita tecnica di immediata utilità. Ci serve un titolare, altre eventualità non esistono proprio».
Appartenenza. Il calvario della passata stagione non si deve ripetere. Giulini indica la strada. «Purtroppo non si è vista la coesione che noi dobbiamo sempre mettere in campo. Abbiamo visto l’Italia che ha vinto l’Europeo grazie a un gruppo unito. Nonostante certe lacune ce l’ha fatta. Noi dobbiamo ripartire dallo stesso orgoglio, tutti devono capire quanto è importante questa maglia. Anche lo staff deve capire che non è scontato lavorare per il Cagliari. Io considero un privilegio poter gestire questa società da sette anni».
Il mister. La conferma di Semplici è arrivata dopo che la permanenza del mister è stata messa in discussione. Ma non dal presidente del Cagliari che chiarisce: «Siamo orgogliosi di averlo con noi, per lui parla il curriculum. Ha un carattere riservato e forse meno appeal di altri. Ma se guardiamo alle cose concrete, il suo è un percorso di successo. Siamo orgogliosi e fiduciosi di ripartire da quello spirito che ha inculcato ai giocatori».
Il caso Godin. Giulini pesa le parole per evitare equivoci. «È un contratto importante. L’anno scorso l’Inter ha contribuito al pagamento ma negli ultimi dodici mesi è cambiato il mondo. Nessuno si aspettava di non vedere riaprire gli stadi. Le casse della società piangono. Per noi non è un onere sostenibile. Stiamo dialogando con Diego, confesso che è una situazione particolare. Capisco anche la sua delusione, lui è vittima di questa situazione. Mi spiace perché ha contribuito alla salvezza e sappiamo il legame che la Sardegna. In questo momento non so dire che cosa succederà».
Stadi chiusi. Dalla Figc alla Lega Serie A, la pressione è tanta per riaprire gli impianti. Giulini dice la sua senza usare mezzi termini. «Gli stadi ripartono quasi al 100%, tranne che in Italia. A me sembra assurdo che non posso vendere biglietti o abbonamenti, non capisco perché con un passaporto vaccinale non si possa entrare allo stadio. Lo dico per la società ma lo dico anche per i tifosi, la vittoria di questo Europeo ha ridato entusiasmo al movimento. Una riapertura al 25 per cento accontenta gli sponsor e gli addetti ai lavori ma non gli appassionati di calcio».
Radja e Nahitan. Il presidente del Cagliari sa che il mercato è difficile e che di denari ne girano pochi. Psg a parte. «Quello di Nainggolan è un caso simile a Godin. Parliamo di contratti anacronistici dopo la pandemia. È una trattativa non semplice ma andrà avanti. Averlo per l’inizio ritiro non è stato possibile, ci auguriamo che possa tornare in questo gruppo. Per Nandez ancora non ci ha contattato nessun club. Non riuscire a cedere un nostro pezzo pregiato ci penalizza ma l’idea di ripartire da Cragno e da Nandez ci stimola. Se non arrivasse un’offerta importante siamo pronti a non fare per forza una cessione. Noi vorremmo fare cassa, ma non solo su Nandez. Vorremmo vendere un giocatore, non scambiarlo. Poi però dobbiamo prendere in considerazione altre situazioni. Ma ci serve una contropartita tecnica di immediata utilità. Ci serve un titolare, altre eventualità non esistono proprio».
Appartenenza. Il calvario della passata stagione non si deve ripetere. Giulini indica la strada. «Purtroppo non si è vista la coesione che noi dobbiamo sempre mettere in campo. Abbiamo visto l’Italia che ha vinto l’Europeo grazie a un gruppo unito. Nonostante certe lacune ce l’ha fatta. Noi dobbiamo ripartire dallo stesso orgoglio, tutti devono capire quanto è importante questa maglia. Anche lo staff deve capire che non è scontato lavorare per il Cagliari. Io considero un privilegio poter gestire questa società da sette anni».
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