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Aru e il sorriso ritrovato «Mi serviva una gara così»

di Andrea Sini
Aru e il sorriso ritrovato «Mi serviva una gara così»

Ciclismo, lo scalatore di Villacidro conclude al secondo posto la Vuelta a Burgos «Sto bene sulla bici, attacco, sono competitivo: non mi succedeva da tre anni»

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SASSARI. Il secondo gradino del podio, il sorriso dei giorni migliori e la gamba che va. Fabio Aru chiude al secondo posto in classifica generale la Vuelta a Burgos, che si è conclusa ieri con un arrivo in salita estremamente impegnativo che ha regalato grandi emozioni. L’ottima tenuta dei giorni scorsi è stata confermata nella frazione conclusiva, nella quale il corridore di Villacidro della Team Qhubeka NextHash ha migliorato la propria posizione, salendo dal terzo al secondo posto grazie al crollo di Romain Bardet.

L’ultima tappa, con arrivo a Lagunas de Neila, è stata vinta dal britannico Hugh Carthy (EF Education Nippo), che ha fatto il vuoto e negli ultimi 300 metri è riuscito a staccare anche il colombiano Einer Rubio, l’ultimo in grado resistergli. Al terzo posto Simon Yates, mentre Aru ha tagliato il traguardo con 38” di ritardo, conquistando così la seconda piazza nella classifica generale: la Vuelta a Burgos è stata vinta da Mikel Landa, che ieri ha controllato la situazione tagliando il traguardo in sesta posizione a 16” da Carthy.

Per il team Qhubeka la giornata si era aperta nel peggiore dei modi: Sander Armee e Domenico Pozzovivo, vittime delle cadute dei giorni scorsi, non si sono presentati alla partenza: ma mentre il primo tornerà in sella nei prossimi giorni, il corridore italiano ha riportato una fattura a un ginocchio che lo terrà fermo parecchio tempo.

«Mi dispiace molto per gli incidenti che ci sono stati nel nostro team in questi giorni – ha detto Aru a fine corsa –. Ma oggi avevamo comunque quattro corridori in corsa e devo ringraziare i miei compagni. Reinie (Janse van Rensburg, ndr) nonostante la caduta di venerdì ha dato comunque una grande mano. Sono davvero felice del risultato che siamo riusciti a ottenere».

Aru sembra avere ritrovato il sorriso dei bei tempi, oltre al passo. «Quando abbiamo deciso di saltare il Tour e di cambiare il mio calendario – ha aggiunto –, sono andato aLugano e al Sibiu Tour e ho avuto la possibilità di ritrovare un buon feeling con la bici. Sono riuscito nuovamente ad attaccare, a stare in corsa e a combattere. Questa sensazione mi è mancata tanto negli ultimi tre anni, che sono stati davvero duri per me. Avere chiuso al secondo posto in una corsa con anti ottimi corridori mi dà davvero una grande sensazione. Ora starò un po’ con la mia famiglia e poi mi preparerò per i prossimi obiettivi». (a.si.)



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