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Tre rebus per Semplici: Nandez, Godin e la difesa

di Stefano Ambu
Tre rebus per Semplici: Nandez, Godin e la difesa

Futuro nebuloso per i due uruguagi del Cagliari e note dolenti da Maiorca  Davanti a Cragno poche certezze, finora convincono solo Strootman e Marin 

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CAGLIARI. Sei giorni alla Coppa Italia, due settimane al campionato. E una grana in casa che non si ricorda da tempi immemorabili. Per Nandez, dopo la mancata partenza per la Spagna a giocare l’amichevole con il Mallorca, in arrivo gli inevitabili provvedimenti del club. Vabbè, tanto sto per andare via, potrebbe pensare tra sè e sè il Leon. Il problema è che- non si sa se sia verità o depistaggio da mercato- l’Inter per la sostituzione di Hakimi starebbe pensando più all’olandese Dumfries, scuderia Raiola, che a lui. Morale della favola: che Nandez parta ormai è quasi un fatto, ma se l’Inter di dovesse fare da parte bisognerebbe ricominciare daccapo con un nuovo acquirente. Allungando i tempi della convivenza forzata dopo lo strappo.

Oggi il primo punto interrogativo: Nandez sarà presente alla ripresa degli allenamenti? La questione dell’uruguaiano investe un problema di fondo: una squadra come il Cagliari, se non incassa bene da un buon investimento o una scommessa vinta, come va avanti? Per questo Giulini del prestito (soluzione proposta dall’Inter) non vuole nemmeno iniziare a parlare. A meno che forse non si riesca a fissare una cifra consistente per il riscatto obbligatorio alla fine della prossima stagione.

Servono garanzie. Anche perché poi non è che l’Inter stia proprio costruendo una squadra per una stagione esaltante: il rischio di un campionato non all’altezza di quello passato c’è tutto. E con quello c’è anche il pericolo di far abbassare il valore sul mercato dei giocatori in rosa. Ergo, al Cagliari non conviene il prestito senza obbligo di riscatto a una cifra se non uguale almeno vicina ai 36 milioni di clausola rescissoria. Ma l’Inter se lo può permettere?

Sul gruppo pesano anche altre situazioni non risolte. Godin, ad esempio: ieri, convocato, non ha giocato. Quando è uscito Ceppitelli è entrato Altare. Un segnale che per il momento non si è ancora fatto un passo avanti. Anche in direzione di un’eventuale rivisitazione di quel contratto che il Cagliari - parole di Capozucca- non si può più permettere. Altre questioni da definire: il possibile ritorno di Nainggolan e le possibili partenze di Simeone e anche di Lykogiannis. Al momento Semplici fa i conti con quello che ha. Da quello che si è visto nelle ultime due amichevoli in Germania e Spagna il Cagliari è una squadra che soffre parecchio in difesa (e ha gli uomini davvero contati in attesa che si definisca la questione Godin) e che tira poco. Bene a centrocampo Strootman e Marin, ma anche qui non ci sono ricambi. O sono troppo pochi: «Abbiamo ricevuto buone indicazioni- ha detto Semplici ieri a fine gara- si vede che stiamo crescendo a livello fisico e anche l'intesa tra i ragazzi e i reparti migliora. La squadra mi ha soddisfatto, è chiaro che c'è bisogno di lavorare in vista del primo appuntamento ufficiale in Coppa Italia ma stiamo procedendo insieme secondo quelli che sono i programmi e i concetti sui quali ci soffermiamo dal primo giorno di preparazione. I ragazzi stanno recependo ciò che voglio, c'è sempre maggiore feeling e stiamo crescendo sotto il profilo atletico che è ovviamente molto importante».

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