La Nuova Sardegna

Sport

Bagno di folla per Oppo e Orro «È un sogno»

di Paolo Camedda

A Narbolia la festa per i due reduci da Tokyo «La medaglia di bronzo ce l’ha mia mamma»

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NARBOLIA. La pallavolista Alessia Orro, rientrata in Sardegna dopo l'esperienza alle Olimpiadi di Tokyo con la Nazionale, ha ricevuto l'abbraccio caloroso di Narbolia, il suo paese d'origine. La palleggiatrice della Pro Victoria Monza è stata fra le protagoniste della presentazione del libro di Vittorio Sanna, “La Terra dei Giganti”, che celebra gli atleti sardi che negli anni hanno partecipato alla manifestazione a cinque cerchi, proprio come Alessia.

Sul palco del centro polifunzionale “Peppino Pippia”, accanto ad Alessia c’erano Stefano Oppo, medaglia di bronzo nel doppio pesi leggeri assieme a Pietro Ruta, e il tecnico della canoa Stefano Loddo, allenatore di Manfredi Rizza, medaglia d'argento nella specialità del K1 200 metri. Prima dell'inizio della manifestazione la medaglia d'oro della staffetta 4x100, Lorenzo Patta, ha salutato i suoi colleghi azzurri.

«La pallavoloè uno sport di squadra – ha detto la palleggiatrice –. Siamo dodici atlete, e quando veniamo chiamate in causa cerchiamo sempre di dare tutte noi stesse. La passione va oltre le passioni esterne». Spunta anche un aneddoto pre-Tokyo: «Nella mia catenina avevo Su Coccu, l'amuleto sardo – rivela Alessia –, si è rotto prima delle Olimpiadi. Per questo ero molto preoccupata». «Non mi aspettavo un affetto così grande da parte dei sardi al ritorno dal Giappone – le ha fatto eco Stefano Oppo–. È bellissimo per chi fa il mio sport ricevere i complimenti di tanti sardi. Dov'è la medaglia? La tiene mamma, ma comunque ce l'ho sempre con me. Ho paura di poterla dimenticare da qualche parte. Io e Pietro la inseguivamo da tempo e siamo soddisfatti di averla ottenuta».

Il microfono è andato quindi al tecnico della canoa Stefano Loddo. «Mi raccomando, non fate confusione fra me e Oppo – ha scherzato –. Io mi occupo di canoa, lui fa canottaggio. Ho conosciuto Manfredi Rizza a Pavia, abbiamo lavorato insieme, e dopo aver sfiorato la qualificazione a Londra 2012 e aver ottenuto il 6° posto a Rio, stavolta è arrivato un argento. Abbiamo provato ad arrivare davanti, si è allenato per il primo posto, ma è andata bene così. Nelle sue fatiche ce n'erano tante anche mie». Per la canoa oristanese immagina un futuro roseo: «Abbiamo tanti giovani promettenti – assicura – come Laura Chiaberge, che disputerà i Mondiali Under 23». I tre azzurri, assieme al fantino Dario Vargiu, anche lui originario di Narbolia e presente in platea, sono stati premiati con una targa ricordo fatta realizzare dall'amministrazione comunale e consegnata dalle autorità presenti: l'assessore regionale all'industria Anita Pili, l'assessore allo Sport del Comune di Oristano Maria Bonaria Zedda, il presidente della Fipav Sardegna, Eliseo Secci e il sindaco Gian Giuseppe Vargiu. Ed è proprio al sindaco che Alessia Orro ha donato un gagliardetto olimpico della Nazionale italiana. I tre olimpionici hanno infine premiato le giovani atlete del Circolo nautico di Oristano con un omaggio floreale, prima della festa di piazza organizzata dalla Pro loco locale. «Sono molto felice – ha detto Alessia –, è bellissimo sentire l’affetto del proprio paese e della propria regione. Sono molto orgogliosa di rappresentare la Sardegna e il popolo sardo. Vi prometto che mi impegnerò e cercherò sempre di dare il massimo».

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