«Sarà una Dinamo da corsa»
di Andrea Sini
Basket, parlano Baioni e Gerosa, assistenti di coach Cavina: «Ci sono tanti giovani sui quali lavorare»
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SASSARI. «Siamo pronti a raccogliere gli input del capo allenatore e trasformarli in metodi di lavoro e spunti per i singoli e il gruppo». Giacomo Baioni e Gerry Gerosa sono i due assistenti a disposizione di coach Demis Cavina. Con la Dinamo che ha iniziato da lunedì il lavoro di preparazione e sta via via aggiungendo gli elementi stranieri, lo staff sta a sua volta muovendo i primi passi a livello di pianificazione delle metodologie di allenamento.
Per Baioni, pesarese classe 1976, si tratta di un ritorno a Sassari dopo tre anni e uno scudetto vinto con la Reyer. «Sono molto felice, è bello tornare in un posto fantastico che avevo lasciato per ragioni personali. È molto intrigante la squadra e lo è anche il nuovo sistema di lavoro. È una squadra molto versatile, fisica, con alcune eccellenze a livello di talento individuale. C’è dentro un po’ di tutto ed è stata costruita con grande sapienza da Pasquini, sul quale non finisco mai di spendere parole positive. Ho ritrovato una società estremamente organizzata, persone piene di grande entusiasmo».
I tanti giovani presenti nel roster saranno “terreno” degli assistenti. «L’unica cosa disomogenea della squadra riguarda le differenze nelle carte d’identità. Ci sono elementi esperti ma comunque freschi e giovani sui quali sarà molto interessante lavorare. Le partite si decidono con il sistema e con le giocate, ma le giocate le fanno i singoli con le loro qualità e noi tecnici dobbiamo dare loro un supporto enorme in fase di consolidamento di ciò che già hanno e di esplorazione delle possibilità di crescita». E coach Cavina? Cosa ha iniziato a chiedere ai suoi assistenti? «Partiremo molto presto con il lavoro sulla transizione – dice Baioni –, Demis vuole vedere una squadra che corre e che va in campo aperto. Poi ci sarà una parte di targetizzazione sulle qualità dei singoli nel sistema di gioco e poi, quando le gambe saranno più pronte, interverremo sulla fase difensiva».
«Lui – dice Gerosa, canturino classe 1985, a Sassari da 6 anni – ha le idee chiarissime su quello che vuole durante la settimana, nel singolo allenamento, o in preparazione alla partita o durante la partita stessa. Ogni coach ha le proprie priorità, quindi dovremo mettere insieme il focus maggiore sul lavoro sul campo. Personalmente riuscire a continuare a far parte di questo progetto di mi fa piacere e mi onora, ringrazio Sardara e Pasquini per avermi dato ancora una volta fiducia. Ci metterò il solito impegno e anche, come ogni anno, qualcosina in più, perché anche io cerco di migliorare. Conoscevo già Baioni, Demis un po’ meno, ma in generale sarà un piacere avere nuovi input e nuove informazioni da acquisire e rielaborare per il mio bagaglio. Il mio ruolo è essere sempre a disposizione e a supporto del capo allenatore e dello staff».
Per Baioni, pesarese classe 1976, si tratta di un ritorno a Sassari dopo tre anni e uno scudetto vinto con la Reyer. «Sono molto felice, è bello tornare in un posto fantastico che avevo lasciato per ragioni personali. È molto intrigante la squadra e lo è anche il nuovo sistema di lavoro. È una squadra molto versatile, fisica, con alcune eccellenze a livello di talento individuale. C’è dentro un po’ di tutto ed è stata costruita con grande sapienza da Pasquini, sul quale non finisco mai di spendere parole positive. Ho ritrovato una società estremamente organizzata, persone piene di grande entusiasmo».
I tanti giovani presenti nel roster saranno “terreno” degli assistenti. «L’unica cosa disomogenea della squadra riguarda le differenze nelle carte d’identità. Ci sono elementi esperti ma comunque freschi e giovani sui quali sarà molto interessante lavorare. Le partite si decidono con il sistema e con le giocate, ma le giocate le fanno i singoli con le loro qualità e noi tecnici dobbiamo dare loro un supporto enorme in fase di consolidamento di ciò che già hanno e di esplorazione delle possibilità di crescita». E coach Cavina? Cosa ha iniziato a chiedere ai suoi assistenti? «Partiremo molto presto con il lavoro sulla transizione – dice Baioni –, Demis vuole vedere una squadra che corre e che va in campo aperto. Poi ci sarà una parte di targetizzazione sulle qualità dei singoli nel sistema di gioco e poi, quando le gambe saranno più pronte, interverremo sulla fase difensiva».
«Lui – dice Gerosa, canturino classe 1985, a Sassari da 6 anni – ha le idee chiarissime su quello che vuole durante la settimana, nel singolo allenamento, o in preparazione alla partita o durante la partita stessa. Ogni coach ha le proprie priorità, quindi dovremo mettere insieme il focus maggiore sul lavoro sul campo. Personalmente riuscire a continuare a far parte di questo progetto di mi fa piacere e mi onora, ringrazio Sardara e Pasquini per avermi dato ancora una volta fiducia. Ci metterò il solito impegno e anche, come ogni anno, qualcosina in più, perché anche io cerco di migliorare. Conoscevo già Baioni, Demis un po’ meno, ma in generale sarà un piacere avere nuovi input e nuove informazioni da acquisire e rielaborare per il mio bagaglio. Il mio ruolo è essere sempre a disposizione e a supporto del capo allenatore e dello staff».
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