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Spissu-Malaga, il match si giocherà nei tribunali

di Andrea Sini
Spissu-Malaga, il match si giocherà nei tribunali

Qualcosa non torna tra le motivazioni addotte dallo staff sanitario spagnolo

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SASSARI. Un paio di mesi per sognarlo, qualche settimana per realizzarlo, appena 24 ore per viverlo prima di vederlo tramutarsi in un incubo. Il trasferimento di Marco Spissu nel campionato spagnolo, alla corte dell’Unicaja Malaga, è durato quanto un battito di ciglia. Gli strascichi di questa brutta storia, invece, potrebbero, protrarsi ben più a lungo.

La bomba. Non l’ha tirata il play sassarese, ma la dirigenza del club andaluso, che nella tarda serata di giovedì ha diramato in tutta fretta una nota nella quale comunicava l’esito negativo delle visite mediche di routine effettuate dal giocatore appena poche ore prima e la conseguente decadenza del contratto appena sottoscritto. La Dinamo, secondo indiscrezioni, sarebbe stata avvisata dei fatti solo contestualmente all’uscita del comunicato sui social biancoverdi.

Le cause. In assenza di dettagli ulteriori, le ipotesi sulle cause e sullo stato di salute del giocatore si sono ovviamente rincorse. E gonfiate. Da quelle più scontate (“l’infortunio rimediato nel preolimpico”) a quelle estreme (“potrebbe avere un problema di cuore”). Niente di tutto questo: durante la giornata di ieri, la testata locale Cope ha sentito l’ortopedico Vicente de la Varga, che ha spiegato come la causa del mancato nulla osta medico sia da ricercare in un problema di artrosi precoce alle anche, nota come “conflitto femoro acetabolare”. «Spesso – ha detto lo specialista – questo tipo di patologie non danno sintomi e si confondono con lesioni agli adduttori o ai glutei che sono frequenti nel mondo dello sport e quando vuoi renderti conto che l'usura è già troppo avanzata. Sicuramente finora non avrà dato sintomi cronici, altrimenti non potrebbe giocare. L'Unicaja ha agito bene, questa può essere una bomba a orologeria, perché questo infortunio non sa dove andrà a finire».

Conti che non tornano. Ieri Marco Spissu è stato raggiunto a Malaga dal suo procuratore, Matteo Comellini (Sigma Sports), considerato uno degli agenti top a livello europeo. Oggi è previsto un incontro con la dirigenza dell’Unicaja. Ma intanto si fa strada la sensazione che in Andalusia qualcuno abbia fatto il gioco delle tre carte. Innanzitutto per il fatto che le condizioni fisiche generali di Spissu sono ottime, come sottolineato dal comunicato della Fip (riprodotto qui a fianco), che ricorda come il giocatore al momento della partenza per le Olimpiadi sia stato sottoposto a controlli medici accurati che hanno evidenziato la completa guarigione dall’infortunio subito ad Amburgo due settimane prima. In secondo luogo perché anche la tempistica sembra convincere assai poco: come mai non sono stati fatti ulteriori approfondimenti – sia per scrupolo che per prudenza – e la dirigenza di Malaga ha invece scelto di comunicare immediatamente la decisione di strappare il contratto?

La patata bollente. Dando per scontato che questa partita si giocherà tutta nei tribunali, con tempi piuttosto aleatori, la situazione in questo momento è piuttosto ingarbugliata: da una parte c’è Spissu, che perde un’occasione importante. Dall’altra c’è la Dinamo, che – stando così le cose – non incasserebbe il buyout concordato con gli spagnoli (si parla di circa 100 mila euro) e in aggiunta, con un roster già completo e un budget già fissato, si troverebbe gravata di un ulteriore contratto: la recente rescissione consensuale sarebbe infatti condizionata al pagamento della buonuscita e alla firma del contratto con Malaga. Venendo meno queste condizioni, in teoria si tornerebbe alla situazione di partenza, con Spissu sotto contratto con la Dinamo sino al 2022. Una patata bollente complicata da gestire sia per la società che per il giocatore.

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