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Scacchi: super Sonis, da pedone a Gran Maestro

Paolo Camedda
Francesco Sonis
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Francesco Sonis

L'oristanese è il primo sardo e il ventesimo italiano a raggiungere l'obbiettivo

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ORISTANO. Continua il momento d'oro degli sportivi oristanesi nell'estate 2021. Dopo Stefano Oppo e Lorenzo Patta, tornati dalle Olimpiadi di Tokyo con una medaglia di bronzo e d’oro al collo, il nuovo exploit arriva dagli scacchi: il diciannovenne Francesco Sonis è il primo sardo insignito del titolo di 'Gran Maestro'. «Per ottenerlo - spiega Francesco, al rientro da Spilimbergo in Friuli dove ha fatto il grande salto - devi produrre una performance da 2600 punti in un torneo giocando con almeno tre grandi maestri e almeno cinque avversari stranieri. Non è facile».

Tanto che nessuno, in Sardegna, prima di lui, c'era riuscito: «Da primo e unico Maestro internazionale sardo - sottolinea - adesso sono diventato il primo e unico. A Spilimbergo ho dovuto misurarmi con cinque Gran Maestri, due maestri internazionali e altri due molto molto bravi». Come nella serie “La regina degli scacchi”. EMa qui è li il re, la torre come un Nuraghe lui qui è il re, e la torre è il suo nuraghe. Nel suo percorso verso i 2600 punti che gli hanno permesso di acquisire il prestigioso titolo piazzandosi al 7° posto finale, ricorda una partita in particolare. «La più bella contro la testa di serie numero uno del torneo, il croato Marin Bosiocic, 15° alla fine. Con lui ho fatto davvero una grande partita, con un bell'attacco sul suo re che mi ha permesso di guadagnare la regina e quindi di vincere».

«È stato molto bello – sorride Francesco, diplomato al liceo De Castro di Oristano con 100 –. Ero da tanto che volevo vincere con un grande come lui». La passione di Francesco per gli scacchi nasce da giovanissimo. «Ho iniziato a 9 anni - racconta -. I miei mi hanno regalato una scacchiera e mi hanno portato al Circolo di Oristano. Signor Manai mi ha insegnato le regole e come si giocava, e da lì è partita la mia grande passione». Fin da giovanissimo Francesco ottiene importanti riconoscimenti: «Mamma e babbo mi hanno sempre sostenuto e accompagnato un po' ovunque per affrontare i tornei.

Le cose sono iniziate ad andar bene e ho vinto i campionati italiani Under 12 e due volte quelli Under 14. Nel 2018 invece ho vinto il Campionato europeo Under 16. Nessun italiano, prima, era riuscito a conquistare un titolo continentale a livello giovanile». Fresco di maturità classica, per il suo futuro Francesco non esclude nulla: «Sto riflettendo sulla possibilità di fare lo scacchista professionista - rivela –, intanto però voglio continuare a studiare e mi iscriverò a Informatica a Cagliari». Per crescere negli scacchi continua ad allenarsi.

Ogni giorno, giorno dopo giorno. «Di solito - confida - mi esercito online contro avversari di tutto il mondo, e ogni tanto studio qualche apertura. Durante la pandemia ho giocato moltissimo online, vista la difficoltà ad organizzare i tornei. Forse il lockdown per il Covid-19 mi ha un po' rallentato, ma magari mi è anche servito perché ho utilizzato il tempo per colmare alcune lacune che avevo, specie nelle aperture. Ora spero di arrivare sopra i 2700 punti, sarebbe un sogno».

L'anno si prospetta per lui ancora ricco di impegni sportivi: «A fine mese andrò a Trieste e a settembre farò le Olimpiadi, online, poi il campionato a squadre con il Marostica. Quindi lo stage con la Nazionale azzurra in vista dell'Europeo a squadre e un importante torneo in Sardegna, a Bosa». In futuro c'è anche la possibilità che gli scacchi vengano inseriti fra le discipline olimpiche a Parigi 2024: «Sarebbe bellissimo, per me uno stimolo in più». E Francesco è ben consapevole di rappresentare la Sardegna, ognivolta che muove un pedone o un alfiere. «Questo mi rende molto orgoglioso - conclude -, spero che possa dare un impulso alla crescita degli scacchi nella nostra isola».

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