le altre sfide
Inzaghi “punta” il Genoa intanto l’Inter fa fuori Oriali
MILANO. Simone Inzaghi, pacato, misurato, discreto, così diverso da Antonio Conte per carattere e temperamento. Si presenta nella prima conferenza stampa della stagione alla vigilia della sfida dell'...
2 MINUTI DI LETTURA
MILANO. Simone Inzaghi, pacato, misurato, discreto, così diverso da Antonio Conte per carattere e temperamento. Si presenta nella prima conferenza stampa della stagione alla vigilia della sfida dell'Inter contro il Genoa a San Siro che riapre i battenti dopo il lungo periodo di chiusura dovuta alla pandemia. Intanto però, a 24 ore dal fischio d’inizio, la società nerazzurra ha comunicato che Gabriele Oriali è stato sollevato dall'incarico di First Team Technical Manager.
Per Inzaghi nessun proclama, ma certamente le ambizioni ci sono e restano: «Non mi piacciono i proclami ma a fare la differenza saranno le motivazioni e i ragazzi hanno dimostrato di averne da vendere. Quindi sono fiducioso». Una fiducia che non stride con gli affanni economici della società. «Sappiamo – dice Inzaghi – che ci saranno delle difficoltà ma sono fiducioso. L'obiettivo è vincere contro il Genoa. Con la società c'è un grandissimo rapporto e un confronto quotidiano. Sappiamo che manca ancora qualcosa ma sono contento di quel che abbiamo fatto in entrata. Sappiamo tutti che quest'anno il club aveva problemi, ci sono state cessioni dovute come quella di Hakimi. Abbiamo avuto il problema importante di Eriksen e la cessione inattesa di Lukaku. Ma sono arrivati sostituti molto molto forti. Dzeko sarebbe stata una mia richiesta al di là della partenza di Lukaku. Calhanoglu lo conosciamo bene. Dumfries è molto interessante e avrà bisogno di ambientarsi». «Siamo andati incontro a cessioni importantissime - aggiunge Inzaghi - per mettere in sicurezza il club. Ora dobbiamo andare tutti nella stessa direzione e reagire alle difficoltà. Le motivazioni, come detto, faranno la differenza». Dzeko sarebbe arrivato comunque ma l'addio di Lukaku è stato inaspettato: «Io, Marotta e Ausilio abbiamo cercato di convincerlo a restare. Lukaku è venuto da me, è un ragazzo splendido e di principi. Mi ha detto che il Chelsea era il suo sogno, che aveva fatto la sua scelta. Ci abbiamo parlato per un giorno e mezzo ma non siamo riuscito a trattenerlo all'Inter».
Oggi scenderanno in campo anche la Lazio, che farà visita all’Empoli, il Sassuolo (in casa dell’Hellas Verona) e l’attesissima Atalanta, in casa del Torino. Gasperini ieri è tornato a parlare di mercato. «Penso che Zapata resti all'Atalanta, ma è un'opinione come un'altra, come quella di chi lo vorrebbe in partenza per l'Inter. L’Atalanta non è fatta di 16 giocatori, ce ne sono 20-21 con un nucleo determinante di 16-17 più i tre portieri». I nerazzurri quest’anno possono puntare al bersaglio grosso: il tricolore.
Per Inzaghi nessun proclama, ma certamente le ambizioni ci sono e restano: «Non mi piacciono i proclami ma a fare la differenza saranno le motivazioni e i ragazzi hanno dimostrato di averne da vendere. Quindi sono fiducioso». Una fiducia che non stride con gli affanni economici della società. «Sappiamo – dice Inzaghi – che ci saranno delle difficoltà ma sono fiducioso. L'obiettivo è vincere contro il Genoa. Con la società c'è un grandissimo rapporto e un confronto quotidiano. Sappiamo che manca ancora qualcosa ma sono contento di quel che abbiamo fatto in entrata. Sappiamo tutti che quest'anno il club aveva problemi, ci sono state cessioni dovute come quella di Hakimi. Abbiamo avuto il problema importante di Eriksen e la cessione inattesa di Lukaku. Ma sono arrivati sostituti molto molto forti. Dzeko sarebbe stata una mia richiesta al di là della partenza di Lukaku. Calhanoglu lo conosciamo bene. Dumfries è molto interessante e avrà bisogno di ambientarsi». «Siamo andati incontro a cessioni importantissime - aggiunge Inzaghi - per mettere in sicurezza il club. Ora dobbiamo andare tutti nella stessa direzione e reagire alle difficoltà. Le motivazioni, come detto, faranno la differenza». Dzeko sarebbe arrivato comunque ma l'addio di Lukaku è stato inaspettato: «Io, Marotta e Ausilio abbiamo cercato di convincerlo a restare. Lukaku è venuto da me, è un ragazzo splendido e di principi. Mi ha detto che il Chelsea era il suo sogno, che aveva fatto la sua scelta. Ci abbiamo parlato per un giorno e mezzo ma non siamo riuscito a trattenerlo all'Inter».
Oggi scenderanno in campo anche la Lazio, che farà visita all’Empoli, il Sassuolo (in casa dell’Hellas Verona) e l’attesissima Atalanta, in casa del Torino. Gasperini ieri è tornato a parlare di mercato. «Penso che Zapata resti all'Atalanta, ma è un'opinione come un'altra, come quella di chi lo vorrebbe in partenza per l'Inter. L’Atalanta non è fatta di 16 giocatori, ce ne sono 20-21 con un nucleo determinante di 16-17 più i tre portieri». I nerazzurri quest’anno possono puntare al bersaglio grosso: il tricolore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
