Domani la cerimonia ma c’è l’incognita Covid
ROMA. L'ombra del Covid che avanza e le tensioni internazionali collegate alla crisi afgana. A distanza di due settimane dalla fine delle Olimpiadi, martedì (inizio ore 13 italiane) si terrà la...
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ROMA. L'ombra del Covid che avanza e le tensioni internazionali collegate alla crisi afgana. A distanza di due settimane dalla fine delle Olimpiadi, martedì (inizio ore 13 italiane) si terrà la cerimonia d'apertura delle Paralimpiadi di Tokyo 2020, che dureranno fino al 5 settembre. Un'edizione che, come i Giochi olimpici, ha già vissuto lo slittamento di un anno a causa della pandemia, che continua a tenere sotto pressione gli organizzatori dopo l'ondata record di infezioni degli ultimi giorni. Tanto che il CEO di Tokyo 2020, Toshiro Muto, ha dichiarato che «è necessario adottare ulteriori misure» e tra queste si profila l'obbligo per atleti e addetti ai lavori (anche media) di testarsi quotidianamente, anziché ogni quattro giorni e per tutta la durata di permanenza in Giappone. Gli organizzatori hanno segnalato 552 casi legati ai Giochi dal 1 luglio, ma quelli legati ai partecipanti alle Paralimpiadi sono già 138 su 25mila casi giornalieri a livello nazionale. Già quattro atleti e 10 operatori dei media sono risultati positivi. In tutto, si tratta di una delegazione di 4.400 atleti in rappresentanza di circa 160 paesi. Nonostante Tokyo sia in stato d'emergenza fino al 12 settembre, il governatore della Capitale Yuriko Koike sta spingendo per consentire almeno ai bambini delle scuole a poter presenziare negli impianti alle Paraimpiadi. Una scelta dettata dalla volontà delle istituzioni nipponiche di sensibilizzare i più giovani al tema delle disabilità, come sostenuto dalla portavoce del Comitato organizzatore di Tokyo Masa Takaya. Il presidente del Comitato internazionale paralimpico, Andrew Parsons, si è detto favorevole purché si rispettino i più alti standard di sicurezza. Saranno le Paralimpiadi più seguite di sempre, con circa 4 miliardi di spettatori televisivi previsti. Tra le grandi star internazionali, spicca il tedesco Markus Rehm, che nel salto in lungo categoria T64 mira a battere il suo stesso record mondiale di 8,62 metri stabilito agli Europei in Polonia a giugno.
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