«Abbiamo le ali» Aperte a Tokyo le Paralimpiadi
Un mese dopo i Giochi estivi un altro spettacolo globale Quasi 4500 atleti danno voce a tutti i disabili del mondo
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ROMA. In un mondo di luci, suoni, spettacoli e gioia, c'è una bambina di 13 anni in carrozzina con un'ala sola, che ha paura di alzarsi da terra ma alla fine spicca il volo. Con questa immagine Tokyo accoglie le Paralimpiadi e i 4.400 atleti in cerca di un oro che dia voce al miliardo e più di persone con disabilità nel mondo. «Siamo il 15 per cento della popolazione mondiale», dice lo spot in tutte le lingue. Nonostante le limitazioni e la nuova ondata di Covid su Tokyo, ieri nella capitale giapponese sono tornati i sorrisi di chi la propria disabilità l'ha fatta diventare una bandiera di rivincita sulla vita.
Dalle difficoltè dei decenni passati, con la coda di Rio dove le Paralimpiadi furono in forse per motivi finanziari, la luce del paralimpismo è cresciuta fino a diventare vera ispirazione nel mondo. Per questo, l'IPC ha regalato i diritti tv ai 49 paesi dell'Africa subsahariana, la NBC trasmetterà per la prima volta 1.200 ore dei Giochi negli Usa e i medagliati a stelle strisce riceveranno lo stesso premio dei loro colleghi olimpici, invece di un quinto come era finora. Simbolica poi la scelta pedagogica del Giappone, ben oltre le paure Covid: Tokyo ha annunciato di voler comunque attuare il programma che porterà agli impianti migliaia di bambini per seguire le gare, con tamponi prima dell'ingresso, bus dedicati, mascherine e percorsi da soli fino a scuola per evitare contatti.
Dopo il messaggio dell'imperatore Naruhito che ha dato il via ufficiale ai Giochi, è seguito lo spettacolo di luci e teatro con un pista di decollo, le scene di tanti atleti e artisti disabili che vivono la loro vita e provano a convincere la bimba in carrozzina con una sola ala a decollare, e poi l'ideale volo finale, fino all'accensione del braciere eseguita dai tre atleti nipponici, la tennista Yui Kamiji e le giovani promesse Shunsuke Uchida (bocce) e Karin Morisaki (sollevamento pesi). Una Paralimpiade che per l'Italia sarà sicuramente anche un omaggio a Alex Zanardi, simbolo del paralimpismo mondiale e rimasto gravemente ferito in un incidente lo scorso anno.
A guidare la delegazione azzurra c'erano Bebe Vio e Federico Morlacchi: «Essere avanti a tutti e portare la bandiera con Bebe è stata un'emozione veramente assurda», ha ammesso il nuotatore azzurro. «Con Federico a un certo punto ci si è incastrata la bandiera e ci abbiamo messo due ore per riuscire a sventolarla bene. Bello tutto, siamo molto onorati di aver avuto questo ruolo. Speriamo di aver rappresentato l'Italia nel migliore dei modi», ha aggiunto Bebe Vio. Grande assente, l'Afghanistan, la cui bandiera è stata portata da un funzionario dell'Unhcr a causa dell'impossibilità dei suoi atleti di rappresentare il Paese.
Dalle difficoltè dei decenni passati, con la coda di Rio dove le Paralimpiadi furono in forse per motivi finanziari, la luce del paralimpismo è cresciuta fino a diventare vera ispirazione nel mondo. Per questo, l'IPC ha regalato i diritti tv ai 49 paesi dell'Africa subsahariana, la NBC trasmetterà per la prima volta 1.200 ore dei Giochi negli Usa e i medagliati a stelle strisce riceveranno lo stesso premio dei loro colleghi olimpici, invece di un quinto come era finora. Simbolica poi la scelta pedagogica del Giappone, ben oltre le paure Covid: Tokyo ha annunciato di voler comunque attuare il programma che porterà agli impianti migliaia di bambini per seguire le gare, con tamponi prima dell'ingresso, bus dedicati, mascherine e percorsi da soli fino a scuola per evitare contatti.
Dopo il messaggio dell'imperatore Naruhito che ha dato il via ufficiale ai Giochi, è seguito lo spettacolo di luci e teatro con un pista di decollo, le scene di tanti atleti e artisti disabili che vivono la loro vita e provano a convincere la bimba in carrozzina con una sola ala a decollare, e poi l'ideale volo finale, fino all'accensione del braciere eseguita dai tre atleti nipponici, la tennista Yui Kamiji e le giovani promesse Shunsuke Uchida (bocce) e Karin Morisaki (sollevamento pesi). Una Paralimpiade che per l'Italia sarà sicuramente anche un omaggio a Alex Zanardi, simbolo del paralimpismo mondiale e rimasto gravemente ferito in un incidente lo scorso anno.
A guidare la delegazione azzurra c'erano Bebe Vio e Federico Morlacchi: «Essere avanti a tutti e portare la bandiera con Bebe è stata un'emozione veramente assurda», ha ammesso il nuotatore azzurro. «Con Federico a un certo punto ci si è incastrata la bandiera e ci abbiamo messo due ore per riuscire a sventolarla bene. Bello tutto, siamo molto onorati di aver avuto questo ruolo. Speriamo di aver rappresentato l'Italia nel migliore dei modi», ha aggiunto Bebe Vio. Grande assente, l'Afghanistan, la cui bandiera è stata portata da un funzionario dell'Unhcr a causa dell'impossibilità dei suoi atleti di rappresentare il Paese.
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