Jorginho: «L’Italia è tornata dove merita»
Per il centrocampista azzurro «ora arriva il difficile». Pallone d’oro? «Manca ancora un po’ di tempo, staremo a vedere»
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FIRENZE. «Adesso arriva il difficile, l'Italia non è più una sorpresa, è tornata dove merita e dove le compete e gli avversari ci affronteranno in modo diverso. Dobbiamo restare umili e affamati». È la ricetta di Jorginho - miglior giocatore dell'anno per l'Uefa e da molti candidato al Pallone d'Oro - in attesa del trittico contro Bulgaria, Svizzera e Lituana valido per le qualificazioni a Mondiali.
Il centrocampista italo-brasiliano, campione d'Europa con gli azzurri e con il Chelsea, è uno dei leader riconosciuti della squadra di Roberto Mancini, in corsa per il Pallone d'oro dopo essere stato premiato la scorsa settimana dalla Uefa come migliore giocatore del 2021 e aver ricevuto anche i complimenti di Pelè. «Non mi li aspettavo, mi hanno lasciato a bocca aperta e anche la mia famiglia – ha ammesso Jorginho dal ritiro di Coverciano – Sto vivendo qualcosa di surreale e cerco di godermela fino in fondo. Quanto al Pallone d'oro, manca ancora un pò di tempo, staremo a vedere».
Ora ha solo voglia di tornare in campo con la maglia azzurra come l'11 luglio scorso nella finalissima a Wembley. «Ci sono altre nazionali piene di qualità come noi ma non ne vedo nessuna che ha la nostra compattezza e il nostro spirito di gruppo, sono stati e saranno ancora la nostra forza. Guai abbassare la guardia o guardare troppo lontano, dobbiamo pensare gara dopo gara a iniziare da quella di domani con la Bulgaria contro cui servirà massima attenzione. Ora gli altri ci studieranno per cercare di batterci, noi continueremo a lavorare per impedirlo».
Jorginho è oggi uno dei leader riconosciuti di questa Nazionale e fra i migliori in assoluto nel suo ruolo ma in carriera non sono sempre state rose e fiori: «Ho ricevute critiche e bocciature quando ero ragazzino, in Brasile, ai provini. Ma non ho mai abbassato la testa, le critiche mi hanno reso più forte . Così, quando la Uefa mi ha dato il premio, la dedica è stata anche ai critici». Che non sono mancati anche nei confronti di questa Italia: per qualcuno ha vinto a Wembley per fortuna, secondo altri il vero test sarà al Mondiale con Brasile e Argentina. «Cosa rispondo? Li lascio dire. Difficile restare nell'ombra dopo un Europeo vinto ma bisogna restare umili sapendo di aver mostrato finora un grande calcio». Di cui l'italo-brasiliano si sta confermando uno dei migliori interpreti grazie anche all'esperienza accumulata con la maglia di un club importante come il Chelsea: «Andare all'estero mi ha fatto crescere non lo nascondo. Come è stato tornare in Inghilterra dopo la nostra vittoria a Wembley? Di certo gli inglesi non l'hanno presa molto bene». Ora il suo pensiero è la sfida alla Bulgaria al Franchi: Jorginho ha il polpaccio sinistro fasciato per una botta subita contro il Liverpool: «Se giovedì sono a rischio? Per fermarmi devono tagliarmi la gamba».
Il centrocampista italo-brasiliano, campione d'Europa con gli azzurri e con il Chelsea, è uno dei leader riconosciuti della squadra di Roberto Mancini, in corsa per il Pallone d'oro dopo essere stato premiato la scorsa settimana dalla Uefa come migliore giocatore del 2021 e aver ricevuto anche i complimenti di Pelè. «Non mi li aspettavo, mi hanno lasciato a bocca aperta e anche la mia famiglia – ha ammesso Jorginho dal ritiro di Coverciano – Sto vivendo qualcosa di surreale e cerco di godermela fino in fondo. Quanto al Pallone d'oro, manca ancora un pò di tempo, staremo a vedere».
Ora ha solo voglia di tornare in campo con la maglia azzurra come l'11 luglio scorso nella finalissima a Wembley. «Ci sono altre nazionali piene di qualità come noi ma non ne vedo nessuna che ha la nostra compattezza e il nostro spirito di gruppo, sono stati e saranno ancora la nostra forza. Guai abbassare la guardia o guardare troppo lontano, dobbiamo pensare gara dopo gara a iniziare da quella di domani con la Bulgaria contro cui servirà massima attenzione. Ora gli altri ci studieranno per cercare di batterci, noi continueremo a lavorare per impedirlo».
Jorginho è oggi uno dei leader riconosciuti di questa Nazionale e fra i migliori in assoluto nel suo ruolo ma in carriera non sono sempre state rose e fiori: «Ho ricevute critiche e bocciature quando ero ragazzino, in Brasile, ai provini. Ma non ho mai abbassato la testa, le critiche mi hanno reso più forte . Così, quando la Uefa mi ha dato il premio, la dedica è stata anche ai critici». Che non sono mancati anche nei confronti di questa Italia: per qualcuno ha vinto a Wembley per fortuna, secondo altri il vero test sarà al Mondiale con Brasile e Argentina. «Cosa rispondo? Li lascio dire. Difficile restare nell'ombra dopo un Europeo vinto ma bisogna restare umili sapendo di aver mostrato finora un grande calcio». Di cui l'italo-brasiliano si sta confermando uno dei migliori interpreti grazie anche all'esperienza accumulata con la maglia di un club importante come il Chelsea: «Andare all'estero mi ha fatto crescere non lo nascondo. Come è stato tornare in Inghilterra dopo la nostra vittoria a Wembley? Di certo gli inglesi non l'hanno presa molto bene». Ora il suo pensiero è la sfida alla Bulgaria al Franchi: Jorginho ha il polpaccio sinistro fasciato per una botta subita contro il Liverpool: «Se giovedì sono a rischio? Per fermarmi devono tagliarmi la gamba».
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