Alle Paralimpiadi tripletta da leggenda per le velociste azzurre
ROMA. La pioggia è battente e il cielo è plumbeo sopra lo stadio olimpico di Tokyo, ma il podio dei 100 metri femminili è tutto azzurro. Dopo i successi alle ultime Olimpiadi, ora sono le donne...
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ROMA. La pioggia è battente e il cielo è plumbeo sopra lo stadio olimpico di Tokyo, ma il podio dei 100 metri femminili è tutto azzurro. Dopo i successi alle ultime Olimpiadi, ora sono le donne paralimpiche a fare la storia dell’atletica. Oro e record del mondo (14”11) per la giovanissima debuttante Ambra Sabatini e argento alla plurimedagliata Martina Caironi. Il bronzo è andato a Monica Graziana Contrafatto, che ha dedicato la sua medaglia anche a quell'Afghanistan dove nove anni fa, da militare in missione, ha perso la gamba destra in un attentato: «Il Paese che mi ha tolto qualcosa ma che in realtà mi ha dato tanto». «Grazie da tutta Italia. Siete state fenomenali, siete d'esempio per tutti», si congratulano in coro Jacobs, Tortu, Patta e Desalu, gli azzurri della 4X100 che hanno vinto l’oro meno di un mese fa. I complimenti per il successo sono arrivati anche dal premier Draghi, che riceverà tutti i medagliati al loro ritorno da Tokyo. Potrebbero presto incrociarsi ancora le vicende sportive di Italia e Afghanistan. «Sto seguendo da vicino la situazione di alcuni atleti afghani impegnati a Tokyo e che dopo i Giochi chiedono ospitalità», ha scritto su Twitter la sottosegretaria allo sport Valentina Vezzali. Si è aperta infatti una porta per l'arrivo nel nostro Paese di Zakia Khudadadi, la lottatrice di taekwondo evacuata con un aereo australiano da Kabul insieme a decine di altre atlete dopo l’ascesa al potere dei talebani. Per ospitare la paralimpica di Tokyo 2020 si è candidata la Federtaekwondo, che ha già contribuito alla sua fuga con la gara di solidarietà internazionale avviata dopo il primo appello lanciato da Zakia il 17 agosto.
Ad arricchire il medagliere italiano (ora è a quota 69 e oggi nella giornata conclusiva si potrebbe arrichhire ulteriormente) nella penultima giornata di Giochi ci hanno pensato per primi gli arcieri delle Fiamme azzurre Elisabetta Mijno e Stefano Travisani. Sconfitti in finale dalla Russia, hanno ottenuto l'argento nel tiro con l'arco a squadre miste. Un risultato inpensabile alla vigilia ma frutto di una gara praticamente perfetta della formazione azzurra.
Ad arricchire il medagliere italiano (ora è a quota 69 e oggi nella giornata conclusiva si potrebbe arrichhire ulteriormente) nella penultima giornata di Giochi ci hanno pensato per primi gli arcieri delle Fiamme azzurre Elisabetta Mijno e Stefano Travisani. Sconfitti in finale dalla Russia, hanno ottenuto l'argento nel tiro con l'arco a squadre miste. Un risultato inpensabile alla vigilia ma frutto di una gara praticamente perfetta della formazione azzurra.
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