L’Olbia va a caccia del bis
di Paolo Ardovino
Serie C. I bianchi tornano ad Ancona dopo 45 anni. Canzi: «Match complicato»
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OLBIA. La seconda di campionato, per l’Olbia, è la trasferta più lunga nel girone B di serie C. Ieri aereo per Fiumicino, poi quattro ore di pullman verso Ancona. Lì dove i bianchi mancavano da quasi mezzo secolo, 45 anni. Lì, allo stadio Del Conero dove non hanno mai giocato e dove oggi ci sarà il sold out e tanto entusiasmo.
Serve intensità. «Dovremo riproporre l’intensità della vittoria con la Pistoiese», indica Max Canzi. L’allenatore dell’Olbia ripercorre la settimana di lavoro e la prima giornata. «Mi è piaciuta l’attenzione avuta al debutto, attenzione ad applicare ciò che si era preparato. Una cosa da non ripetere? Difficile, abbiamo fatto un’ottima partita, sicuramente dovremmo essere più cinici quando capitano opportunità concrete».
L’Ancona viene dalla sconfitta in casa del Pescara, «è una squadra che ha una sua decisa e precisa identità, ha quel vantaggio competitivo che abbiamo anche noi, e cioè il non dover ricominciare da zero con un allenatore nuovo. Ha cambiato tanti giocatori, ma in panchina c’è ancora Colavitto, alcuni giocatori sono rimasti-– questa l’analisi sull’avversario -. Lo scorso anno sono arrivati ai playoff uscendo al secondo turno, in più hanno la responsabilità del passaggio dal contesto del Matelica ad Ancona, avranno tante motivazion».
La squadra. In vista della partita di oggi (in campo alle ore 15), qualche cambiamento nell’undici iniziale potrebbe esserci. «Proprio perché credo nel fatto che quasi tutti debbano sentirsi titolari», spiega il tecnico. 21 i convocati, tutti a disposizione eccetto Belloni e Pinna. Il ritorno di quest'ultimo è stato il tema della settimana e l’ultima operazione di mercato. È mancato il colpo finale in attacco per completare il reparto, ma Canzi punta le fiches su Demarcus. Proprio così: dato il sovraffollamento delle fasce, è stato deciso di riportare il terzino al suo ruolo originale. «Ha fatto un anno e mezzo di lavoro su se stesso fortissimo, catapultato prima da esterno e poi da terzino. È stato un gran lavoro tattico e di autodisciplina - dice l’allenatore -. Avevo detto che davanti eravamo corti, ma nel momento in cui non siamo riusciti a trovare un profilo con certe caratteristiche, piuttosto che prenderne uno a caso sapevamo di avere Demarcus per quel ruolo. Sicuramente per molti sarà una sorpresa, ma sono convinto farà bene».
Serve intensità. «Dovremo riproporre l’intensità della vittoria con la Pistoiese», indica Max Canzi. L’allenatore dell’Olbia ripercorre la settimana di lavoro e la prima giornata. «Mi è piaciuta l’attenzione avuta al debutto, attenzione ad applicare ciò che si era preparato. Una cosa da non ripetere? Difficile, abbiamo fatto un’ottima partita, sicuramente dovremmo essere più cinici quando capitano opportunità concrete».
L’Ancona viene dalla sconfitta in casa del Pescara, «è una squadra che ha una sua decisa e precisa identità, ha quel vantaggio competitivo che abbiamo anche noi, e cioè il non dover ricominciare da zero con un allenatore nuovo. Ha cambiato tanti giocatori, ma in panchina c’è ancora Colavitto, alcuni giocatori sono rimasti-– questa l’analisi sull’avversario -. Lo scorso anno sono arrivati ai playoff uscendo al secondo turno, in più hanno la responsabilità del passaggio dal contesto del Matelica ad Ancona, avranno tante motivazion».
La squadra. In vista della partita di oggi (in campo alle ore 15), qualche cambiamento nell’undici iniziale potrebbe esserci. «Proprio perché credo nel fatto che quasi tutti debbano sentirsi titolari», spiega il tecnico. 21 i convocati, tutti a disposizione eccetto Belloni e Pinna. Il ritorno di quest'ultimo è stato il tema della settimana e l’ultima operazione di mercato. È mancato il colpo finale in attacco per completare il reparto, ma Canzi punta le fiches su Demarcus. Proprio così: dato il sovraffollamento delle fasce, è stato deciso di riportare il terzino al suo ruolo originale. «Ha fatto un anno e mezzo di lavoro su se stesso fortissimo, catapultato prima da esterno e poi da terzino. È stato un gran lavoro tattico e di autodisciplina - dice l’allenatore -. Avevo detto che davanti eravamo corti, ma nel momento in cui non siamo riusciti a trovare un profilo con certe caratteristiche, piuttosto che prenderne uno a caso sapevamo di avere Demarcus per quel ruolo. Sicuramente per molti sarà una sorpresa, ma sono convinto farà bene».
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