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L’Italia fermata anche dalla Svizzera

L’Italia fermata anche dalla Svizzera

Jorginho sbaglia un rigore e gli azzurri non riescono a sfondare il muro elvetico. Qualificazione più complicata

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SVIZZERA (4-3-2-1): Sommer, Widmer, Elvedi, Akanji, Rodriguez (18' st Garcia), Aebischer, F. Frei, Sow (18' st Zakaria), Steffen (26' st Fassnacht), Zuber (18'st Vargas), Seferovic (40' st Zeqiri). (Mvogo, Kobel, Lauper, Ndoye, Lotomba, Schär, Zesiger). All.: Yakin.

ITALIA (4-3-3): Donnarumma, Di Lorenzo, Bonucci, Chiellini, Emerson, Barella (45 st Pessina), Jorginho, Locatelli (32' st Verratti), Berardi (14' st Chiesa), Immobile (14' st Zaniolo), Insigne (45' st Raspadori). ( Sirigu, Gollini, Calabria, L. Pellegrini, Tolói, Cristante, Bastoni). All.: Mancini.

ARBITRO: Carlos del Cerro Grande (Spa).

NOTE: angoli: 8-1 per la Svizzera. Recupero: 2' e 4' Ammoniti: Sow, Chiellini, Aebischer, Elvedi, Frei.

BASILEA

Il male minore per la Nazionale è il pareggio in Svizzera che non cambia i rapporti di forza in classifica e tiene gli elvetici a 4 punti di distanza ma potrebbero non bastare per tenere il primo posto blindato a causa delle due gare in meno dei crociati. Il male minore è rimandare ancora una volta la certezza della qualificazione, che darebbe restare in vetta al Gruppo C, al match che si disputerà a metà novembre in Italia. Una sorta di spareggio da dentro o fuori, come giocare in anticipo un playoff da incubo.

Ecco perché, alla luce del record d'imbattibilità lungo 36 gare, tutto il resto è da dimenticare in fretta: il rigore sbagliato da Jorginho, che non ha incantato Sommer con il trucchetto del doppio passo dagli undici metri, e gli errori clamorosi commessi in zona gol (Berardi) quando la gara era in pugno e serviva azzannare l'avversario.

La formazione è la stessa di pochi mesi fa, quando la doppietta di Locatelli e il guizzo di Immobile mandarono al tappeto la Svizzera agli Europei. l risultato e la prestazione, però, sono differenti. Delle notti magiche è rimasta solo la polvere di stelle. C'è Emerson Palmieri (che si fa anche male a una mano) sulla corsia mancina al posto di Spinazzola (infortunato): è l'unica novità rispetto agli Azzurri di allora mentre tra gli elvetici è cambiato tutto.

Non si può vivere di ricordi. Le parole di Roberto Mancini in conferenza stampa fanno il paio con la rabbia che esprime in panchina quando si accorge che l'Italia fa fatica ad affondare il colpo.

Nella ripresa c'è ancora il rammarico di quell'azione di Berardi che avrebbe meritato miglior sorte, caratterizzata dal gioco verticale chiesto dal commissario tecnico Se ne prende incarico Locatelli, che si cala nel ruolo di lotta e di governo, mentre a Jorginho ha il compito di calibrare il ritmo e far sì che i ranghi siano serrati. Barella ci mette dinamismo e quando accelera agli svizzeri resta solo il fallo per fermarlo. Sua una delle palle gol più ghiotte del match. Poi la matassa s'aggroviglia e l'Italia si perde, rischiando anche qualcosa in difesa.

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