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Scotto: il mio Latte Dolce affamato ed esuberante

Scotto: il mio Latte Dolce affamato ed esuberante

SASSARI. Prende sempre più forma, settimana dopo settimana, il nuovo Latte Dolce targato Scotto. Una squadra che il tecnico biancoceleste sta plasmando attorno agli uomini che hanno scelto di restare...

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SASSARI. Prende sempre più forma, settimana dopo settimana, il nuovo Latte Dolce targato Scotto. Una squadra che il tecnico biancoceleste sta plasmando attorno agli uomini che hanno scelto di restare e che rappresentano uno dei punti di partenza su cui lavorare. Cabeccia, Patacchiola, Marcangeli, Palmas, Pireddu, Nurra, Gianni, Piga e Grassi saranno letteralmente circondati da un nugolo di giovani motivati e recalcitranti, con tanta voglia di giocare e di far vedere di cosa sono capaci. Scotto li ha messi in campo tutti nelle 4 gare amichevoli che la squadra ha disputato, compresa quella con il Sennori al “Basilio Canu” dei giorni scorsi.

L’imperativo della società sassarese resta sempre lo stesso e vuole restare il marchio di fabbrica del club. Quello cioè di puntare sulla preziosa risorsa rappresentata dai giovani che restano al centro del progetto, dando loro l’opportunità di mettersi in mostra. Si dovrà però fare i conti con l’innata mentalità vincente di mister Scotto che ha dimostrato sempre in questi ultimi anni e in ogni panchina che gli è stata affidata. Perché allora non provare ad amalgamare al meglio l’esuberanza di questi ragazzi con l’esperienza e la tecnica dei più “anziani”? Scotto non nasconde che sta puntando a costruire una squadra aggressiva, moderna e pronta a dare battaglia ovunque. «E’ proprio questo che sto cercando di inculcare alla mia squadra - spiega il mister biancoceleste - giocare un buon calcio mettendo però in evidenza innanzitutto i tanti giovani di cui disponiamo. Abbiamo un’età media giovanissima, con ragazzi davvero carichi e affamati di calcio e pronti a vivere un’avventura in serie D consci del fatto che li aspetta un campionato tosto e fortemente impegnativo». Insomma la squadra c’è, versatile, giovane e ricca in ogni reparto e resta solo da domandarsi dove vuole arrivare. «Nonostante sia il sesto campionato in D questo io lo considero l’anno zero - chiarisce Scotto - e si riparte dagli uomini che rappresentano lo zoccolo duro della squadra a cui si unisce bene il gruppo degli ex Carbonia (Palombi, Salvaterra, Cannas e Carboni) ma con la certezza che tutti e soprattutto i giovani avranno un ruolo importante. La società è seria e ben organizzat, le ambizioni non mancano e l’obiettivo di mettere in evidenza i nostri giovani è primario e condiviso».

Mauro Tedde



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