Lo sport nel Dna: Lorenzo Carboni è il principe della racchetta
di Nicola Nieddu
Figlio di un ex calciatore ora primario ad Alghero «Amo Djokovic, che emozione incontrarlo»
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ALGHERO. Lorenzo Carboni, il giovanissimo tennista algherese, entrato nella storia del tennis italiano conquistando il titolo tricolore under 16 partendo come testa di serie n°12 e battendo in finale Andrea Meduri, terza testa di serie. Un fatto mai accaduto prima d'ora in Italia, una vittoria che ha sorpreso un po' tutti, ma Lorenzo Carboni, oltre la tecnica, ha il carattere giusto per poter emergere a livello internazionale. Da due anni vive a Bordighera dove c'è un famoso centro tennistico, il Piatti Tennis Center, ed è tesserato con il Tc Italia di Forte dei Marmi. A 15 anni, compiuti lo scorso febbraio, dimostra di avere la stoffa del campione. E lo sport Lorenzo lo ha nel Dna grazie a papà Sebastiano e mamma Maria Francesca.
Nella vittoria c'è un po' anche dei suoi genitori?
«C'è tanto dei miei genitori. Da loro ho imparato ad amare lo sport. Mio padre ha giocato a buoni livelli nel calcio dilettantistico e da giovane è stato ad un passo dall'Inter, ma, da quanto so, mio nonno glielo ha vietato. Ha studiato e da diversi anni è primario di otorinolaringoiatria all'ospedale civile di Alghero. Invece mia madre, Maria Francesca Arcasedda, ha giocato per tanti anni, e a buon livello, a pallacanestro».
Suo padre calcio, mamma basket, lei hai scelto il tennis. C’è una motivazione?
«Premetto che amo tutti gli sport, ma il tennis, in particolare, l'ho sempre adorato sin da piccolo. Basti pensare che ci sono stati periodi, da piccolo, che ho praticato contemporaneamente sia minibasket e tennis, poi scuola calcio e ancora tennis. Insomma il tennis non l'ho mai mollato».
Chi ha convinto lei e i suoi genitori a fare la scelta di trasferirsi in un'altra regione?
«Ho seguito il consiglio dato dal mio maestro Giancarlo Di Meo che ho avuto al Tennis Club Alghero».
A Bordighera vive solo?
«Ogni due settimane si danno il cambio i miei genitori con i nonni materni».
Il suo idolo nel tennis ?
«Da sempre Novak Djokovic che ho avuto il piacere di vedere giocare in allenamento proprio a Bordighera nel mio stesso centro. Che emozione ho provato quel giorno».
Dei tennisti italiani?
«Ce ne sono diversi che sono dei campioni. Berrettini, Sinner, Sonego e Musetti tanto per citarne solo alcuni».
Invece quando non gioca a tennis segue altri sport?
«Calcio e pallacanestro sono le altre mie passioni sportive. Nel calcio tifo Juventus, mentre per quanto riguarda il basket adoro gli americani del Golden State Warriors».
Cosa fa nel tempo libero?
«Il poco tempo libero che ho, lo dedico agli amici che vado ad incontrare in sella alla mia bicicletta. Altrimenti mi diverto con qualche videogioco alla playstation o al computer».
A scuola invece ?
Frequento il Liceo Sportivo di Bordighera. Vado bene».
L'ultima volta che è stato ad Alghero?
«Poche settimane fa nei giorni attorno a Ferragosto. Poi sono rientrato a Bordighera per gli allenamenti con il mio maestro Andrea Volpini».
Nella vittoria c'è un po' anche dei suoi genitori?
«C'è tanto dei miei genitori. Da loro ho imparato ad amare lo sport. Mio padre ha giocato a buoni livelli nel calcio dilettantistico e da giovane è stato ad un passo dall'Inter, ma, da quanto so, mio nonno glielo ha vietato. Ha studiato e da diversi anni è primario di otorinolaringoiatria all'ospedale civile di Alghero. Invece mia madre, Maria Francesca Arcasedda, ha giocato per tanti anni, e a buon livello, a pallacanestro».
Suo padre calcio, mamma basket, lei hai scelto il tennis. C’è una motivazione?
«Premetto che amo tutti gli sport, ma il tennis, in particolare, l'ho sempre adorato sin da piccolo. Basti pensare che ci sono stati periodi, da piccolo, che ho praticato contemporaneamente sia minibasket e tennis, poi scuola calcio e ancora tennis. Insomma il tennis non l'ho mai mollato».
Chi ha convinto lei e i suoi genitori a fare la scelta di trasferirsi in un'altra regione?
«Ho seguito il consiglio dato dal mio maestro Giancarlo Di Meo che ho avuto al Tennis Club Alghero».
A Bordighera vive solo?
«Ogni due settimane si danno il cambio i miei genitori con i nonni materni».
Il suo idolo nel tennis ?
«Da sempre Novak Djokovic che ho avuto il piacere di vedere giocare in allenamento proprio a Bordighera nel mio stesso centro. Che emozione ho provato quel giorno».
Dei tennisti italiani?
«Ce ne sono diversi che sono dei campioni. Berrettini, Sinner, Sonego e Musetti tanto per citarne solo alcuni».
Invece quando non gioca a tennis segue altri sport?
«Calcio e pallacanestro sono le altre mie passioni sportive. Nel calcio tifo Juventus, mentre per quanto riguarda il basket adoro gli americani del Golden State Warriors».
Cosa fa nel tempo libero?
«Il poco tempo libero che ho, lo dedico agli amici che vado ad incontrare in sella alla mia bicicletta. Altrimenti mi diverto con qualche videogioco alla playstation o al computer».
A scuola invece ?
Frequento il Liceo Sportivo di Bordighera. Vado bene».
L'ultima volta che è stato ad Alghero?
«Poche settimane fa nei giorni attorno a Ferragosto. Poi sono rientrato a Bordighera per gli allenamenti con il mio maestro Andrea Volpini».
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