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Il Milan lotta e si illude ma il Liverpool ne ha di più

Il Milan lotta e si illude ma il Liverpool ne ha di più

Champions league. Rossoneri in apnea per 40’, poi l’uno-due e il vantaggio I Reds la ribaltano con Salah e Henderson. Esordio per Daniel Maldini

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LIVERPOOL (4-3-3): Alisson, Alexander-Arnold, Gomez, Matip, Robertson, Henderson (39' st Milner), Fabinho, Keita (26' st Thiago Alcántara), Salah (39' st Oxlade-Chamberlain), Jota (26' st Jones), Origi (13' st Mané). All. Klopp.

MILAN (4-2-3-1): Maignan, Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez, Bennacer (26' st Tonali), Kessie, Saelemaekers (17' st Florenzi), Brahim Diaz, Leao (17' st Giroud), Rebic (38' st Maldini). All.Pioli.

ARBITRO: Marciniak (Pol)

RETI: nel pt 9' aut. Tomori, 42' Rebic, 44' Brahim Diaz; nel st 4' Salah, 24' Henderson.

NOTE: Angoli: 15-2. Ammoniti: Bennacer, Brahim Diaz e Milner. Note: nel primo tempo Maignan para rigore a Salah.

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Cinquantotto anni dopo la Coppa Campioni alzata da Cesare Maldini esordisce in Champions Daniel, Maldini di terza generazione. È in questo dettaglio del finale il senso di una storia che attraversa il tempo: quella del Milan nella coppa più prestigiosa, anche quando come stasera finisce con una sconfitta. La sfida che segna il ritorno dei rossoneri tra le grandi d'Europa dopo otto anni va al Liverpool, che vince 3-2, e poteva essere una disfatta. L'hanno evitata le parate di Maignan, la prestazione maiuscola di Kjaer ma soprattutto il Dna rossonero, adatto a sfide del genere. Anfield Road gremito di tifosi ha prima sognato la vittoria travolgente, quando il Liverpool ha imposto un ritmo impossibile (vantaggio su autogol di Tomori e rigore del 2-0 fallito da Salah con la parata di Maignan), poi ha avuto paura di vedersi scappare tutto di mano, con l’uno-due di Rebic e Brahim Diaz in chiusura di primo tempo. E infine riacciuffato un successo a conti fatti giusto.

A Pioli resta la consapevolezza di aver una squadra di spessore, da aumentare certo per dire la propria anche in Europa, ma già abbastanza consistente. A crescere dovrà essere soprattutto l'intensità di gioco, che fuori dai confini della A è altra cosa. Senza Ibra, il Milan come annunciato alla vigilia rinuncia anche a Giroud guarito da poco dal Covid e lascia fuori anche Tonali, immaginando ritmi troppo alti: previsione giusta.



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