Per la Dinamo ora c’è il rebus lunghi

Basket, il ko in Supercoppa contro un team molto fisico ha messo in evidenza le difficoltà dei biancoblù nel gioco interno

INVIATO A BOLOGNA. Tutti per uno, e se salta qualcuno, il “tutti” va a depotenziarsi e ridimensionarsi pesantemente. Il primo confronto stagionale di una certa difficoltà ha messo a nudo alcune criticità delle quali coach Demis Cavina dovrà tenere conto. La sconfitta di sabato pomeriggio contro l’Happy Casa Brindisi, nel quarto di finale della Supercoppa italiana, per la Dinamo Banco di Sardegna pesa più nella sostanza che nei termini numerici: i sassaresi hanno perso 76-66 e sino a meno di 2 minuti dalla sirena avevano ancora qualche chance di riagganciare i salentini, ma la verità è che nel contesto dei 40 minuti Logan e compagni hanno sempre arrancato.

Attacco a salve. Enorme difficoltà a produrre qualcosa nei primi 10-12 secondi dei possessi, costruzione del gioco strozzata e quasi sempre “strozzata”, con conseguenti attacchi in uno contro uno nel cuore di una difesa fisica e ben organizzata come quella salentina. Le tremende percentuali al tiro da fuori (1/11 in avvio, 6/23 a fine gara) hanno fatto sì che gli avversari, anziché aprire l’area, continuassero a intasarla portando i biancoblù di Cavina a rimbalzarci sopra. Dopo quattro ottime prestazioni balistiche da oltre l’arco, nelle sfide con Cremona e Varese, una giornata no è assolutamente fisiologica, ma ciò che più preoccupa è l’inconsistenza sotto canestro che ha privato la Dinamo di una vera alternativa al tiro da fuori e all’uno contro uno degli esterni. Tra l’altro la pessima giornata di Battle ha tolto un’ulteriore alternativa al gioco.

Emergenza lunghi. Partiamo dal fondo della panchina: Gandini ha 36 anni, è utilissimo negli allenamenti e può giocare qualche minuto, ma contro certi lunghi fatica da morire e non gli si possono chiedere miracoli. Borra, che sabato era fuori per un problema a un occhio, viene da una vita in A2, ha la stazza per aggiungere qualcosa sotto canestro e in parte si è già visto, ma è a sua volta un rincalzo. Il centro titolare, Mekowulu, è una scommessa intrigante: ha fisico, atletismo e una mano più che decente, ma al momento non è in condizione, cosa che lo porta a caricarsi facilmente di falli e a non trovare una continuità apprezzabile né in attacco, né in difesa. Con la sua crescita molte cose miglioreranno, ma allo stato attuale qualche problema c’è. Gli altri? Bendzius è spesso devastante da fuori, l’anno scorso con Pozzecco è cresciuto nel gioco spalle a canestro e sa essere un volpone anche in difesa. Ma con i piedi lenti che si ritrova, l’esperienza a volte non basta e sabato dalle sue parti gli avversari hanno banchettato. Ci sono poi gli aggiustamenti dettati dalla necessità, come Treier schierato come centro (ha la stazza per provare a reggere l’uno contro uno in post basso, ma nient’altro per ricoprire questo ruolo) e Burnell spostato come ala forte. In nessuno dei due casi ci sono al momento risultati apprezzabili e dunque diventa sempre più pesante, anche in prospettiva, l’assenza di Ousmane Diop: il senegalese in teoria sarebbe il primo cambio di Mekowulu ma anche un’ottima alternativa nel ruolo di ala forte (ha atletismo, buoni fondamentali e si è costruito un buon tiro da oltre l’arco). L’unico problema è che è infortunato, non si allena con i compagni e non esistono comunicazioni ufficiali sulla tempistica per il recupero. Che, purtroppo per la Dinamo, non sembra imminente.

Le buone notizie. Non è tutto da buttare, ci mancherebbe. In un contesto di grande difficoltà, la squadra non ha mai mollato e, almeno in teoria, la partita è rimasta aperta sino al penultimo minuto di gioco. Questo in una serata in cui anche il Battle luccicante del precampionato si è offuscato e Gentile non è mai entrato in ritmo. Insomma, nonostante l’apparente squilibrio tra il grande assortimento di esterni e la costante emergenza lunghi, la sensazione è che l’insieme delle singole componenti del motore, già discretamente amalgamata, possa esprimere una cilindrata superiore alla mera sommatoria dei pezzi. A patto che tutti facciano la loro parte e, anche mentalmente, stiano al passo.

Luca Sanna alla Next Gen. Nella sfida giocata ieri a Casalecchio tra i migliori Under 19 della squadra di serie A, la vittoria è andata al team bianco, che ha vinto per 76-75. Nella squadra che ha vinto l’All Star Game Next Gen è sceso in campo anche il baby della Dinamo Luca Sanna, che sabato aveva giocato gli ultimi 15 secondi della gara contro Brindisi.

Fiocco rosa. La vera bella notizia del weekend è però la nascita di Bianca Maria, la primogenita di Matteo Boccolini. Al preparatore biancoblù, a mamma Manuela e alla sorella maggiore Mia, vanno gli auguri della nostra redazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes