Cagliari col fiatone Mazzarri alla ricerca della cura giusta
di Roberto Muretto
Confronto tra squadra e allenatore prima dell’allenamento Troppi i gol subiti (13) e la condizione fisica non è al top
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INVIATO A CAGLIARI. Non siamo a livello di aria irrespirabile, ma in casa Cagliari i nervi sono a fior di pelle. La prestazione dei rossoblù con l’Empoli è stata un grande passo indietro rispetto ai segnali positivi arrivati dalla trasferta di Roma. Una metamorfosi che nemmeno l’allenatore è stato capace di spiegare. Forse perchè non se l’aspettava di vedere i propri giocatori in balia di un avversario sulla carta abbordabile, ma che sul campo si è dimostrato nettamente superiore. Nel palleggio, nell’organizzazione, nella capacità di attaccare gli spazi, di pressare alto, di arrivare sempre per primo sulle seconde palle. Forse, il dubbio resta, in una condizione fisica migliore. Gli indizi che fanno pensare a questo sono il secondo tempo col Genoa, gli ultimi 20’ della gara all’Olimpico e la partita dell’altro ieri. La squadra di Andreazzoli si è dimostrata più reattiva, più determinata. Con i rossoblù nella condizione del... vorrei ma non posso.
Il tecnico. A Mazzarri si può dire tutto ma è inattaccabile sul piano del carattere. L’allenatore del Cagliari è sanguigno, sempre sul pezzo, forse anche stressante per i giocatori. Ma è quello che serve in questo momento. La stagione peggio di così non poteva cominciare, il trend va invertito subito per evitare che prende la stessa piega dell’anno scorso. Normale, in questo momento, che il modulo non sia definitivo. Mercoledì la squadra ha giocato con la difesa a quattro e a tre, questo non significa avere le idee confuse. Sarebbe così se Mazzarri fosse a Cagliari dalla preparazione, invece ha cominciato da poco più di una settimana ed ha bisogno dei tempi “tecnici” per trasmettere i suoi concetti di calcio al gruppo. Se la rosa ha dei “buchi”, le responsabilità sono da imputare esclusivamente a chi ha fatto il mercato.
Lacune. Il centrocampo e la difesa sono i reparti che stanno soffrendo di più. L’infortunio di Rog è stato una mazzata, fare a meno di un giocatore con le caratteristiche del croato è un problema non risolto in sede di mercato. Strootman non è al meglio, ma sicuramente non è dinamico come Rog che con Marin si completavano a vicenda. La difesa va in sofferenza perchè non c’è filtro e per gli avversari tra le linee il terreno diventa fertile. Deiola fa quello che può, ma è un interditore non un regista. Marin è una mezzala a tutti gli effetti e da quando gioca in questo ruolo il suo rendimento è stato costante. Grassi, invece, è un giocatore ancora tutto da scoprire. Il compito di Mazzarri sarà quello di trovare i giusti equilibri, in attesa di poter fare degli aggiustamenti in corsa. Il mister quando ha detto sì a Giulini, ha sottolineato che con l’organico a disposizione la salvezza può essere centrata senza problemi. Ma avrà sicuramente chiesto qualche intervento. Per farlo serve aspettare gennaio.
Serenità. Senza minimizzare, fare drammi dopo appena cinque giornate di campionato è un’esagerazione. La delusione dei tifosi è comprensibile (meno lo sono gli insulti dei supporter organizzati), hanno paura di vivere il calvario del torneo scorso. È necessario mantenere la calma, non farsi prendere dalla frenesia, ragionare e soprattutto recuperare quei giocatori che finora gli infortuni hanno frenato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il tecnico. A Mazzarri si può dire tutto ma è inattaccabile sul piano del carattere. L’allenatore del Cagliari è sanguigno, sempre sul pezzo, forse anche stressante per i giocatori. Ma è quello che serve in questo momento. La stagione peggio di così non poteva cominciare, il trend va invertito subito per evitare che prende la stessa piega dell’anno scorso. Normale, in questo momento, che il modulo non sia definitivo. Mercoledì la squadra ha giocato con la difesa a quattro e a tre, questo non significa avere le idee confuse. Sarebbe così se Mazzarri fosse a Cagliari dalla preparazione, invece ha cominciato da poco più di una settimana ed ha bisogno dei tempi “tecnici” per trasmettere i suoi concetti di calcio al gruppo. Se la rosa ha dei “buchi”, le responsabilità sono da imputare esclusivamente a chi ha fatto il mercato.
Lacune. Il centrocampo e la difesa sono i reparti che stanno soffrendo di più. L’infortunio di Rog è stato una mazzata, fare a meno di un giocatore con le caratteristiche del croato è un problema non risolto in sede di mercato. Strootman non è al meglio, ma sicuramente non è dinamico come Rog che con Marin si completavano a vicenda. La difesa va in sofferenza perchè non c’è filtro e per gli avversari tra le linee il terreno diventa fertile. Deiola fa quello che può, ma è un interditore non un regista. Marin è una mezzala a tutti gli effetti e da quando gioca in questo ruolo il suo rendimento è stato costante. Grassi, invece, è un giocatore ancora tutto da scoprire. Il compito di Mazzarri sarà quello di trovare i giusti equilibri, in attesa di poter fare degli aggiustamenti in corsa. Il mister quando ha detto sì a Giulini, ha sottolineato che con l’organico a disposizione la salvezza può essere centrata senza problemi. Ma avrà sicuramente chiesto qualche intervento. Per farlo serve aspettare gennaio.
Serenità. Senza minimizzare, fare drammi dopo appena cinque giornate di campionato è un’esagerazione. La delusione dei tifosi è comprensibile (meno lo sono gli insulti dei supporter organizzati), hanno paura di vivere il calvario del torneo scorso. È necessario mantenere la calma, non farsi prendere dalla frenesia, ragionare e soprattutto recuperare quei giocatori che finora gli infortuni hanno frenato.
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