Il Milan beffato dall’Atletico al 97’
Rossoneri a lungo in vantaggio in 10 contro 11, poi l’uno-due degli spagnoli. L’Inter non va oltre lo 0-0 in Ucraina
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MILANO. L’impresa del Milan dura fino al 97’, l’Atletico Madrid strappa la vittoria grazie al penalty di Suarez che realizza il 2-1 su rigore nel recupero. Il Milan non riesce a cancellare lo zero dalla classifica del gruppo B di Champions, come chiesto da Pioli alla vigilia.
Ci va vicino giocando una partita di grande sacrificio e abnegazione, affrontando in inferiorità numerica per un’ora di gara campioni come Suarez, Griezmann, Joao Felix. A condannare il Milan è sostanzialmente Kessié, espulso al 29’ per doppia ammonizione. Fino a quel momento, infatti, il Milan aveva disputato una grande gara, giocando con aggressività, ritmo, velocità, caricati dal ritorno in Champions a San Siro dopo sette anni. Il gol al 20’ di Leao regala il meritato vantaggio ai rossoneri: azione insistita, poi l’attaccante raccoglie palla dal limite e trova l’angolino basso alla destra di Oblak. Tifosi in visibilio, una festa che durà però meno di dieci minuti. A cambiare il volto di una partita fino a quel momento perfetta del Milan, è una clamorosa ingenuità di Kessié. L’ivoriano già ammonito per un’inutile trattenuta tattica su Llorente a metà campo dopo un quarto d’ora di gioco, entra in ritardo sempre su Llorente. L’arbitro, fiscale e forse un pò troppo severo, non ha dubbi ed estrae il secondo giallo. Il Milan protesta, Rebic viene ammonito, e dopo appena mezz’ora cambiano gli equilibri per un Milan costretto ad una partita di solo sacrificio contro i campioni di Liga. E nel finale arriva la doppia beffa.
Non va bene neanche per i cugini: ancora lo Shakhtar Donetsk, ancora uno 0-0, ancora un risultato che complica e non poco il percorso dell’Inter in Champions League. Come un anno fa, a Kiev i nerazzurri non riescono ad abbattere il muro degli ucraini, che stavolta, con De Zerbi in panchina, hanno pure cercato più volte il colpaccio. Eppure, esattamente come con Conte nella scorsa stagione, l’Inter rientra dall’Ucraina con l’amaro in bocca per le tante occasioni sprecate, tra la traversa centrata di Barella e la serie di opportunità gettate al vento da Dzeko e Lautaro, con Pyatov che nel finale si è esaltato salvando su Correa e De Vrij. Un pareggio utile solo per muovere la classifica, dopo la sconfitta all’esordio contro il Real Madrid, ma i nerazzurri avevano ben altri obiettivi, anche per cercare di evitare gli errori del passato e la rincorsa, affannosa, agli ottavi negli ultimi 90’. Ora non sono permessi errori nella doppia sfida con lo Sheriff, per non complicare ulteriormente la campagna europea.
Ci va vicino giocando una partita di grande sacrificio e abnegazione, affrontando in inferiorità numerica per un’ora di gara campioni come Suarez, Griezmann, Joao Felix. A condannare il Milan è sostanzialmente Kessié, espulso al 29’ per doppia ammonizione. Fino a quel momento, infatti, il Milan aveva disputato una grande gara, giocando con aggressività, ritmo, velocità, caricati dal ritorno in Champions a San Siro dopo sette anni. Il gol al 20’ di Leao regala il meritato vantaggio ai rossoneri: azione insistita, poi l’attaccante raccoglie palla dal limite e trova l’angolino basso alla destra di Oblak. Tifosi in visibilio, una festa che durà però meno di dieci minuti. A cambiare il volto di una partita fino a quel momento perfetta del Milan, è una clamorosa ingenuità di Kessié. L’ivoriano già ammonito per un’inutile trattenuta tattica su Llorente a metà campo dopo un quarto d’ora di gioco, entra in ritardo sempre su Llorente. L’arbitro, fiscale e forse un pò troppo severo, non ha dubbi ed estrae il secondo giallo. Il Milan protesta, Rebic viene ammonito, e dopo appena mezz’ora cambiano gli equilibri per un Milan costretto ad una partita di solo sacrificio contro i campioni di Liga. E nel finale arriva la doppia beffa.
Non va bene neanche per i cugini: ancora lo Shakhtar Donetsk, ancora uno 0-0, ancora un risultato che complica e non poco il percorso dell’Inter in Champions League. Come un anno fa, a Kiev i nerazzurri non riescono ad abbattere il muro degli ucraini, che stavolta, con De Zerbi in panchina, hanno pure cercato più volte il colpaccio. Eppure, esattamente come con Conte nella scorsa stagione, l’Inter rientra dall’Ucraina con l’amaro in bocca per le tante occasioni sprecate, tra la traversa centrata di Barella e la serie di opportunità gettate al vento da Dzeko e Lautaro, con Pyatov che nel finale si è esaltato salvando su Correa e De Vrij. Un pareggio utile solo per muovere la classifica, dopo la sconfitta all’esordio contro il Real Madrid, ma i nerazzurri avevano ben altri obiettivi, anche per cercare di evitare gli errori del passato e la rincorsa, affannosa, agli ottavi negli ultimi 90’. Ora non sono permessi errori nella doppia sfida con lo Sheriff, per non complicare ulteriormente la campagna europea.
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