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«Siamo in A1, gran bella mossa» Arzachena regina degli scacchi

di Gianna Zazzara

Il circolo smeraldino festeggia la promozione. In squadra quattro giocatori professionisti Il presidente Corbo: «Risultato storico, ora vogliamo che il Gran Maestro Sonis giochi con noi»

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SASSARI. Ci sarà anche la Sardegna nel campionato di scacchi di serie A1 in programma a marzo 2022. La squadra del circolo di Arzachena, “Arzachess”, ha vinto infatti il campionato a squadre di A2 conquistando così la promozione, prima volta per i galluresi. La squadra, formata da Fabien Libiszewski, Pierluigi Piscopo, Raffaele di Paolo e Luca Varriale, ha concluso in testa a punteggio pieno il raggruppamento di Campi Bisenzio, a Firenze.

«Un risultato storico – dice il presidente di Arzachess Giuseppe Corbo –. A marzo lotteremo per accedere al Master, un girone unico a dieci squadre che decreterà la squadra campione d’Italia». Sarebbe la prima volta per una squadra sarda di scacchi. «Noi ci crediamo, abbiamo quattro giocatori fortissimi e stiamo cercando di portare con noi anche altri scacchisti di talento». Qualche nome? «L’oristanese Francesco Sonis, il primo sardo a essere insignito del titolo di Gran Maestro. Stiamo provando a convincerlo in tutti i modi. Lui ora fa parte della squadra veneta di Marostica che gioca nel Master, quindi un gradino più in alto della serie A1. Se Sonis accettasse la proposta potrebbe aiutarci a realizzare il nostro sogno. Francesco ti aspettiamo – insiste Corbo–, sei la nostra mossa vincente».

Francesco Sonis sarebbe il primo sardo in squadra. I quattro giocatori che hanno regalato la serie A1 al club di Arzachena, infatti, sono tutti “continentali”. «Quattro giocatori professionisti che ci hanno aiutato a fare un salto di qualità e di questo non li ringrazieremo mai abbastanza, ma siamo aperti anche ad altri giocatori professionisti. Fino all’inizio del campionato, quindi a marzo del prossimo anno, i componenti della squadra possono cambiare. Vogliamo i migliori perché il nostro obiettivo è giocare il master».

Anche il presidente Corbo. insegnante, è un appassionato di scacchi e cerca di trasmettere la passione per fanti, re e regine a ragazzi e adulti. «Ho scoperto gli scacchi per colpa dell’artrosi – racconta–. Non potevo più giocare a calcetto e il medico per scherzo mi ha detto “ti rimangono solo gli scacchi”, gli ho datto retta ed eccomi qua, è stata passione a prima vista».

Prima della pandemia il circolo aveva 153 iscritti, ora solo 38. «Colpa della pandemia. È stata dura passare ai tornei online. Giocare a distanza è molto diverso, gli scacchi sono anche uno scambio emotivo. Ma ora che la pandemia ha allentato la morsa invito tutti a scoprire gli scacchi. Non è solo un gioco. Gli scacchi ti insegnano ad assumerti le tue responsabilità: il risultato dipende sempre dalle tue scelte, sulla scacchiera e nella vita». Si può campare con gli scacchi? «Eccome, i professionisti partecipano ai tornei in giro per il mondo con premi che vanno da 40 a 100mila, a volte anche di più. Basta vincerne uno per vivere bene tutto l’anno».

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