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La Dinamo riordina le idee c’è tantissimo da fare

di Andrea Sini
La Dinamo riordina le idee c’è tantissimo da fare

Sabato a Brindisi la squadra di Cavina non è mai riuscita a trovare continuità

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INVIATO A BRINDISI. Così proprio non va, e questo è un concetto già abbastanza chiaro nella mente degli interessati. Ma siamo davvero soltanto all’inizio, i margini di crescita sono piuttosto ampi – almeno sulla carta – e il valore degli avversari non va dimenticato.

Tutti questi, per sintetizzare al massimo, sono gli elementi che frullano in queste ore nella testa di coach Demis Cavina, che sabato sera al PalaPentassuglia di Brindisi ha visto la sua Dinamo inciampare per la prima volta in campionato. Domani i biancoblù si presenteranno a Ludwigsburg per la prima giornata della Champions League con il fardello di tre prestazioni tutt’altro che convincenti mandate in scena negli ultimi tre weekend: prima a Bologna contro la Happy Casa, poi al PalaSerradimigni contro la Vuelle Pesaro, infine due sere fa ancora contro i salentini di Frank Vitucci.

Tutto insieme, fanno una sudatissima vittoria contro i modesti marchigiani e due sconfitte contro Brindisi, differenti dal punto di vista tecnico ma non nella sostanza: in entrambe le occasioni Gaspardo e compagni sono apparsi più solidi e di un livello complessivamente superiore rispetto alla Dinamo attuale. Che ha sofferto le pene dell’inferno sotto canestro nel primo confronto, mentre nel secondo faccia a faccia – con un sostanziale equilibrio vicino a canestro – è stata surclassata a livello di ritmo e messa in seria difficoltà a livello difensivo.

Difesa morbida. Cavina ha fatto immediatamente presente, a caldo, di non avere gradito né la prestazione a livello di squadra, né l’atteggiamento di alcuni singoli. Dai “close out” eseguiti fuori tempo e con le mani basse, agli uno contro uno eccessivamente morbidi. In generale, però, la sensazione è che in questa fase i biancoblù a livello difensivo – oltre che svagati e non sempre connessi – siano spesso completamente slegati, con aiuti eseguiti fuori tempo e movimenti poco coordinati: agli avversarsi spesso è sufficiente un ribaltamento o un pick&roll per creare una situazione di vantaggio. Se poi tra loro c’è un Gaspardo fiammeggiante, allora le cose si mettono male.

Attacco involuto. L’altro aspetto abbastanza chiaro è l’involuzione a livello offensivo di Battle e compagni. La Dinamo corre poco (un problema che ovviamente parte dalla difesa), costruisce pochissimo nei primi 8-10 secondi dei possessi e troppo spesso si trova con l’acqua alla gola a dover inventare una soluzione in uno contro uno con il “fortunato” di turno che si trova la palla in mano a 4-5” dalla sirena. Questa situazione a Brindisi è capitata un’infinità di volte. Rispetto a quanto visto nelle due amichevoli di Cagliari e nelle quattro gare del gironcino della Supercoppa, i passi indietro sono stati notevoli, come raccontano le cifre (66, 75 e 80 punti segnati in queste ultime tre gare) e come dimostra la farraginosità della costruzione del gioco. Clemmons e Battle sembrano i meno brillanti, mentre per Logan, sorvegliato speciale della difesa brindisina, dopo diverse performance di alto livello è arrivata una serata no.

Le prospettive. Inutile per il momento tornare a parlare del rientro di Diop, che potrebbe portare benefici anche agli esterni ma che è ancora lontanissimo. Il presente è rappresentato l’inizio del doppio impegno settimanale, che obbligherà Cavina a estendere per quanto possibile le rotazioni e che, gara dopo gara, permetterà al gruppo di oliare gli ingranaggi: quello biancoblù non sarà il motore di una fuoriserie, ma non è neanche la littorina un po’ lenta e sbuffante viste in queste ultime settimane.

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